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Giro dell’Appennino, la vittoria è di Mattia Cattaneo

Mattia Cattaneo ha conquistato la corsa genovese, un pezzo di storia del ciclismo professionistico. Ottimo il lavoro di squadra della Androni

Genova. L’ottantesima edizione del Giro dell’Appennino, con arrivo in piazza De Ferrari, è stata vinta da Mattia Cattaneo. Sul palco a premiare il vincitore di questa classica del ciclismo di primavera l’assessore allo Sport di Regione Liguria.

Fuga a quattro fin dal passo dei Giovi, con il gruppetto di fuggitivi di giornata che ha tenuto testa al gruppo per i 30 km conclusivi. A tre chilometri dal traguardo l’allungo decisivo di Cattaneo: già in pianura, il ciclista della Androni giocattoli è stato tra i più attivi. La sua presenza in fuga, in fin dei conti, era merito e frutto anche del gran lavoro di squadra nella prima parte di corsa. Dopo l’allungo, i suoi compagni di fuga non hanno potuto più recuperarlo. Secondo posto per Fausto Masnada, favorito della vigilia. Terzo è giunto Simone Ravanelli (Biesse Carrera), che ha preceduto Mikel Bizkarra (Uskadi Basque Country- Murias), mentre Federico Zurlo (Giotti Vittoria) ha regolato il gruppo degli inseguitori. Cinque i gran premi della montagna, sei i traguardi volanti di giornata.

“I complimenti oggi sono molteplici e vanno naturalmente oltre che a Mattia Cattaneo, vincitore del Giro dell’Appennino, ovviamente anche a Simone Velasco, vincitore del Challenge Liguria, e soprattutto a Mikel Bizkarra, vincitore del traguardo volante Ponte Morandi – ha affermato l’assessore allo Sport – è stata una grande emozione vivere in prima persona tutto il giro, vedere la grande folla che si è snodata sui Giovi, attraverso la Castagnola, sino ad arrivare nel centro di Genova; ma l’emozione più forte è la targa che gli organizzatori hanno voluto consegnare per il traguardo volante di via 30 giugno, ricordo della tragedia dello scorso 14 agosto, ma anche simbolo di una volata e quindi di una ripartenza: è stato un onore per me consegnare questa targa insieme a Andrea Germelli e Paola Vicini, madre di Mirko Vicini, che rappresentano alcune delle famiglie più colpite dal crollo di Ponte Morandi. E’ stata una grande giornata di sport, percorrere la Valpolcevera e via 30 giugno ha dato ancor più significato ad aver salvato il giro 4 anni fa ed averlo riportato a Genova”.