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Genoa tra l’instabilità eterna, ora anche nel modulo, e un’unica certezza: l’esclusione di Lapadula

La squadra manca di accuratezza nei passaggi, rendendo tutto più complicato nella costruzione delle azioni

Genova. La posizione di genero di Enrico Preziosi non ha comunque fatto nascondere a Miguel Veloso, unico giocatore a presentarsi in zona mista dopo la scofitta con il derby, che le difficoltà del Genoa derivano anche da un’instabilità di modulo e di giocatori. Le parole pronunciate a Radio Nostalgia e raccolte anche dal sito web Buoncalcioatutti, sono chiare, le citiamo:

“Dobbiamo dar loro merito perché hanno vinto, ma penso torni tutto più facile quando ha una stabilità. La Sampdoria da tre anni o più gioca con lo stesso modello di gioco, con lo stesso allenatore, e cambia magari due o tre giocatori ma il modulo resta lo stesso. Noi all’inizio abbiamo avuto la nostra occasione, come loro. Ma al secondo minuto abbiamo preso subito gol. E tutto torna più difficile.”

La tifoseria rossoblù contesta da anni le porte girevoli, ossia la facilità di acquisto e vendita di giocatori nell’eterno cantiere rossoblù, non solo dei campioni, ma anche di elementi che onestamente non potrebbero mai avere ambizioni di grandi squadre. In tutto oltre 120 elementi. Da quando Gian Piero Gasperini è partito per Bergamo nel 2016, in tre anni sulla panchina si sono alternati Juric (con due ritorni), Mandorlini, Ballardini e Prandelli. Il mercato di gennaio sinora aveva sopperito alle carenze, stavolta invece la squadra non sembra essersi rafforzata.

L’unica idea di gioco che si è vista in questi anni è stata proprio con Juric, che però, complice anche l’inesperienza, non ha saputo gestire soprattutto alcune situazioni a partita in corso e sicuramente aveva ancora un po’ di strada da fare su come impostare la fase difensiva, oltre al fatto di essersi già “bruciato” su questa piazza: tutto gli era più difficile nell’ultimo periodo in cui ha allenato. Ballardini si è confermato una certezza, solido, quello che probabilmente serviva al Genoa, ha mascherato i limiti di una squadra che, con la partenza di Piatek, ha mostrato di non saper come fare gol.

Prandelli invece ha cambiato la difesa da 3 a 4, sfruttando la pausa di gennaio, ma questo non ha portato quella sicurezza che probabilmente si attendeva lo stesso allenatore lombardo. Il ritorno alla difesa a 3 per necessità contro il Napoli, ripetuta per scelta tecnica con la Sampdoria, rischia di indurre in confusione nello spogliatoio rossoblù, che ha bisogno di tranquillità per ritrovare le forze per conquistare i (pochi) punti che mancano alla salvezza.

Le statistiche non sono terribili, quello che risulta inferiore, rispetto agli avversari, per esempio, sono i passaggi accurati, secondo quanto riporta la piattaforma Wyscout. Tanto per capire la differenza, contro la Sampdoria i passaggi laterali accurati sono stati il 73% contro il 91,2%. Contro l’Inter il 73% contro il 93%. Contro l’Udinese a mancare sono stati i passaggi smarcanti: solo il 28,5% ha avuto l’accuratezza, contro il 50% dei friulani. Diventa difficile dunque creare occasioni da rete se già con il passaggio si mette in difficoltà il compagno.

Le difficoltà a trovare la rete cozzano con l’esclusione ormai definitiva di Lapadula. Pur avendo riscontrato l’involuzione dell’attaccante arrivato dal Milan, culminata con la partita in Coppa Italia contro l’Entella e la frattura con i tifosi, visti i fischi quando è andato a tirare il rigore decisivo, viene da chiedersi se non avrebbe senso provare a dargli una nuova chance. Non conosciamo se, nell’ostinata esclusione del giocatore, non ci siano motivazioni diverse da quelle tecniche, ma nella lotta per la salvezza tutto fa brodo e bisogna giocarsi tutte le carte a disposizione.