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Genoa-Napoli: rotto il gemellaggio, ma è mistero sul volantino diffuso oggi

La sostanza comunque non cambia. Sentori di una maggiore "indifferenza" già nel match dell'andata

Genova. I meglio informati non saranno rimasti sorpresi (già all’andata nessun coro pro azzurri al Ferraris dalla Gradinata Nord), per altri invece è stato un fulmine a ciel sereno. Il gemellaggio tra Napoli e Genoa è finito, dopo 37 anni di sincera fratellanza tra le due tifoserie, nata quando nel 1982 il Genoa si salvò dalla serie B proprio al San Paolo contro il Napoli: un 2-2 su cui “pesò” un sorprendente erroraccio del portiere partenopeo Castellini, da cui scaturì il calcio d’angolo del pareggio decisivo.

In mattinata anche sui social network hanno cominciato a essere diffusi dei volantini attribuiti alla curva A e alla curva B, in cui viene annunciato ufficialmente l’interruzione del gemellaggio. Sul fronte rossoblù invece è comparso da più parti uno screenshot di un post di uno degli storici appartenenti alla tifoseria organizzata: Roberto Scotto, che invece contesta la veridicità del comunicato (probabilmente nelle sue motivazioni), scrivendo che “neanche a Napoli sanno da dove sia uscito”, promettendo di diffondere presto quello vero.

La sostanza comunque non cambia. A livello di tifoseria organizzata termina uno dei più lunghi sodalizi del tifo italiano.

Secondo quanto appreso tra le motivazioni della rottura ci sarebbe uno striscione esposto nella Nord durante la partita Genoa Inter del 3 aprile dedicato a Daniele Belardinelli, il capo ultras (e noto esponente di estrema destra) morto investito da un suv prima del macht Inter Napoli del 26 dicembre e anche la partecipazione dei leader della tifoseria rossoblu ai funerali dello stesso.