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Fughe sanitarie, la Regione investe altri 3 milioni che andranno alle strutture private accreditate

Previsto il potenziamento di Tac, risonanza magnetica, ecografie e prestazioni chirurgiche ambulatoriali ortopediche e oculistiche

Genova. Un ulteriore impegno finanziario per ridurre la mobilità passiva sanitaria e le criticità sulle liste d’attesa. Lo ha stabilito Regione Liguria: 3 milioni di euro ulteriori per contrastare la fuga di pazienti fuori Regione verso le regioni confinanti a maggiore attrattiva come Piemonte, Lombardia e Toscana.

Sono stati confermati, anche per il 2019, programmi di incremento di produzione ospedaliera, attraverso azioni di coinvolgimento delle strutture private accreditate contrattualizzate, in ambito cardiochirurgico di chirurgia diurna ortopedica e proctologica, di recupero e riabilitazione funzionale motoria.

Tra le azioni previste si prevedono inoltre: l’implementazione e il potenziamento dell’offerta di prestazioni specialistiche ambulatoriali di radiodiagnostica, in particolare Tac, risonanza magnetica, ecografie e prestazioni chirurgiche ambulatoriali ortopediche e oculistiche.

Alisa pubblicherà nei prossimi giorni una procedura pubblica di manifestazione di interesse, rivolta alle strutture private accreditate liguri, nella quale saranno dettagliate le prestazioni richieste, rapportate ai fabbisogni degli assistiti residenti presso le Asl maggiormente soggette a fenomeni di mobilità passiva, tenendo conto delle liste di attesa per quelle prestazioni e nei limiti della spesa complessiva stabilita.

“Le risorse che Regione Liguria, insieme ad Alisa, mette a disposizione per abbattere le liste di attesa e la mobilità passiva, sono il frutto di un rigoroso  lavoro di riduzione del disavanzo – sottolinea Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità. Le misure messe in atto sono state rese possibili dal percorso di riforma della sanità ligure che si basa sull’efficientamento. La mobilità passiva è un fenomeno da anni sotto la lente di ingrandimento che va affrontato in modo mirato anche sotto il profilo dell’appropriatezza delle prestazioni, sia nell’interesse del sistema sanitario sia a tutela dei pazienti. Grazie anche al lavoro dei DIAR, i dipartimenti interaziendali, l’obiettivo dell’abbattimento delle liste d’attesa verrà progressivamente raggiunto”.

La lenta ma costante inversione di tendenza delle fughe sanitarie aldilà dei confini regionali registrata negli ultimi due anni è un fenomeno consolidato, con risultati soddisfacenti rilevati nel biennio 2016-2017 per quanto riguarda le malattie dell’apparato neurologico (-6,8%), quelle dell’apparato cardiovascolare (-6%, con un calo del 16,5% in relazione ai bypass coronarici), le malattie e i disturbi della pelle, del tessuto sottocutaneo e della mammella (-26%).