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Donazioni per ponte Morandi, quasi 700 mila euro ai commercianti ai confini della zona rossa

L'annuncio stamani in commissione comunale. Penalizzati dalla chiusura delle strade e dal trasferimento dei 600 sfollati, per loro resistere è sempre più difficile

Genova. Il Comune di Genova, attraverso parte dei fondi delle donazioni private arrivate per l’emergenza legata al crollo di ponte Morandi, ha deciso di versare un contributo in aiuto delle attività commerciali dei quartieri ai confini del cantiere del viadotto, in particolare via Fillak e zone limitrofe, penalizzate sia dalla chiusura delle strade sia dal fatto che 600 persone, gli sfollati, sono andate a vivere altrove. Lo ha annunciato questa mattina l’assessore al Bilancio del Comune, Pietro Piciocchi, nel corso della commissione consiliare su ponte Morandi. Si tratta di 678 mila euro che saranno messi a disposizione del piccolo commercio e i contributi saranno commisurati alla spesa sostenuta dai commercianti per la tassa sui rifiuti.

L’iniziativa è stata concertata insieme all’assessorato al Commercio. “Questa misura è tesa a dare sollievo ad attività – ha spiegato Piciocchi – che hanno bisogno di liquidi per continuare a tenere aperto”. In totale, degli 1,8 milioni raccolti dal Comune su due diversi conti, già 997 mila euro sono stati versati a familiari delle vittime (il contributo è arrivato a 39 nuclei, circa 9 mila euro per ogni vittima) e 121 mila ai 20 lavoratori della zona rossa che hanno perso il posto perché le aziende hanno chiuso i battenti.

Altri 500 mila euro circa sono stati utilizzati per pagare le utenze degli sfollati. Dei soldi non ancora spesi, oltre alla cifra per i commercianti della zona arancione, altri 178 mila euro di cifre finalizzate, ovvero per le quali i donatori hanno dato precise indicazioni: saranno usate per aiutare gli orfani delle vittime. Nelle donazioni sono inclusi anche il milione di euro della fondazione Garrone, che serviranno per progetti di riqualificazione energetica e tecnologica dei municipi Centro Ovest e Valpolcevera, e i circa 300 mila euro dell’imprenditore Gabriele Volpi. Questi ultimi potrebbero servire per promuovere il concorso internazionale di progettazione del quartiere sotto il futuro ponte di Genova.

Sabato scorso il tema della difficoltà in cui versano i commercianti della zona arancione, e in particolare quelli al confine con la zona rossa, era emerso durante la visita del vicepremier Salvini in via Capello. Ivan Spagnolo, giovane imprenditore con un’attività in via Fillak aperta tre giorni prima del crollo del ponte, aveva chiesto a Salvini un aiuto a nome di tutti i commercianti della zona. In particolare era stato chiesto di intercedere affinché venisse organizzato un incontro con società autostrade.