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Cornigliano, Pra’, Rivarolo e gli altri: i quartieri genovesi dove “si muore di più”

In 9 quartieri dove risiede il 37,8% della popolazione sono stati riscontrati 293 decessi oltre le attese. Lo dice un’indagine epidemiologica voluta dal M5S

Genova. Eccessi di mortalità statisticamente significativi in 9 quartieri genovesi nei quali risiede il 37,8% della popolazione comunale. Qui ogni anno, in media, sono stati rilevati 293 decessi in più rispetto al valore atteso. Le circoscrizioni, in ordine decrescente di mortalità, sono: Cornigliano, Pra, Rivarolo, Bolzaneto, Struppa, Pre-Molo-Maddalena, San Fruttuoso, Sestri e Oregina-Lagaccio.

Lo dice uno studio epidemiologico realizzato da Valerio Gennario, referente di Medici per l’Ambiente, per conto del gruppo M5S della commissione Ambiente della Camera dei deputati. Ieri l’indagine è stata presentata alla sala Cap da Roberto Traversi, portavoce del M5S alla Camera e membro della commissione ambiente.

Dalla ricerca non è possibile derivare una correlazione diretta tra la presenza di industrie, porto, discariche e impatto sulla salute ma certamente con dei dati molto semplici come l’eccesso o il difetto di mortalità negli anni si possono fare delle riflessioni sul contesto territoriale e sulle possibili cause utili alle azioni di Enti e Istituzioni.

Generica

Oltre a Roberto Traversi e a Valerio Gennaro sono interventi il giurista ambientale Marco Grondacci e il medico epidemiologo Claudio Culotta. In sala decine di cittadini presenti e rappresentanti di molti Comitati del Ponente e della Valbisagno che hanno evidenziato le problematiche sul proprio territorio, dalla concentrazione di servitù a Cornigliano, alla Vicinanza con il Porto e le riparazioni navali in centro storico, alla Volpara della Valbisagno.

Roberto Traversi ha messo in evidenza l’importanza di iniziare a considerare costantemente nelle scelte politiche lo stretto legame tra ambiente e salute, non solo con gli studi e con le ricerche ma anche con le azioni legislative. “Già il recepimento del registro nazionale dei tumori da parte dell’attuale Governo è un primo passo, ora dobbiamo proseguire migliorando anche il testo unico ambientale prevedendo dove possibile la valutazione di Impatto per la Salute come parte integrante del sistema delle autorizzazioni industriali”.