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Carige: il 6 maggio incontro sindacale su ricadute occupazionali, per la First Cisl possibile rilancio senza tagli

Proprio il 6 maggio si terrà anche una riunione del consiglio del Fondo interbancario di tutela dei depositi

Genova. Un incontro tra i vertici di Carige e i rappresentanti dei lavoratori dell’istituto è stato annunciato per il pomeriggio di lunedì 6 maggio da fonti sindacali. Sul tavolo le ricadute occupazionali del piano industriale messo a punto dai tre
commissari della banca. Il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, in una nota ha dichiarato che sia tuttora possibile il rilancio della banca anche mediante una grande operazione di solidarietà di sistema che preveda di sostituire o integrare l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi mediante l’investimento, in tutto o in parte, dei 165 milioni versati dai lavoratori del settore nel Fondo nazionale per l’occupazione e giacenti ora inutilizzati. First Cisl resta totalmente contraria a qualunque soluzione che preveda tagli drastici non solo al personale e alle retribuzioni, ma anche alle filiali e agli stock di crediti delle imprese in temporanea difficoltà.

Proprio il 6 maggio si terrà anche una riunione del consiglio del Fondo interbancario di tutela dei depositi, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, una convocazione dopo che è stato raggiunto un accordo con Blackrock sull’obbligazione per circa 320 milioni di euro sottoscritta dallo schema volontario del fondo. Il bond potrebbe venir convertito in capitale nell’ambito dell’offerta che il colosso Usa sta mettendo a punto per l’acquisizione della banca ligure.

Questa mattina inoltre, Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa San Paolo (che detiene indirettamente, tramite il Fondo Interbancario, il 25,29% del prestito obbligazionario convertibile emesso da Carige nel novembre 2018), ha dichiarato in assemblea degli azionisti, che “l’operazione Blackrock è coerente con il piano di riassetto e rilancio predisposto dai commissari della Banca, che consente allo schema volontario del Fondo interbancario di tutela depositi di partecipare all’aumento di capitale del piano stesso, tramite conversione del prestito obbligazionario senza incorrere in rinunce totale e parziale dello stesso”.

Intanto la Fisac Cgil di Genova smentisce alcune indiscrezioni proprio pubblicate dal Messaggero su un presunto accordo fra il probabile nuovo azionariato e i sindacati, per concordare tagli delle retribuzioni del 20%, dimezzamento del numero delle filiali ed esuberi per 1800/2000 lavoratori (praticamente la metà degli attuali occupati).

“Ad oggi non c’è mai stato nessun incontro sul piano industriale né su quello presentatoci a febbraio (ed evidentemente scritto sulle nuvole), né tantomeno, su sue ipotetiche versioni future. Per questo il presidio già convocato in piazza De Ferrari per il 3 maggio, dalle 14.30 alle 18.30, assume un valore maggiore”, precisa la Fisac.