Dopo le polemiche

Cantieri, Open Fiber risponde: lavori di ripristino affidati ad Aster, ma serve tempo di assestamento fotogallery

Per le opere di ripristino Open Fiber ha raggiunto due accordi con il Comune di Genova

Genova.  Circa 7 milioni di euro per permettere ad Aster, la municipalizzata del Comune di Genova che si occupa delle manutenzioni, per il ripristino definitivo dei 400 km di strade che sono state danneggiate dai lavori per la posa in opera della fibra ottica. Lavori che, però, non potranno iniziare immediatamente visto che, in questi casi, serve un periodo di assestamento di alcuni mesi.

Giovanni Romano Poggi Regional manager liguria di OpenFiber, la società partecipata da Enel e Cassa depositi e prestiti, che sta portando internet ad alta velocità nelle case genovesi, risponde così alle critiche arrivate dai cittadini, preoccupati per lavori che hanno “sfregiato” una larga parte delle strade cittadine. La situazione che si può vedere oggi, spiega, non è certo quella definitiva ma è una semplice necessità operativa che viene monitorata in attesa del ripristino definitivo dei lavori.

Per adesso i lavori, per i quali sono stati investiti 60 milioni di euro, hanno superato circa il 55% dell’intervento mentre sono state raggiunte 110 mila unità immobiliari su un complessivo di 275 mila previste. Il tutto cercando di limitare, al massimo, l’impatto sui cittadini. “La rete è complessivamente di 800 km – spiega Poggi – ma gli scavi complessivi sono di circa la metà perché cerchiamo di utilizzare, dove possibile, la struttura già esistente per impattare il meno possibile come quelle per l’illuminazione pubblica o di altri operatori”.

Il problema, però, è che dove si rende necessario l’intervento l’impatto, a causa della peculiarità delle strade genovesi, è ben visibile. “Su Genova abbiamo un problema legato alle strade strette – spiega – e dobbiamo operare con estrema cautela per evitare i sottoservizi. La tecnica di riferimento, quindi, è quella di minitrincea, uno scavo larga circa 15 cm, che normalmente viene riempito con binder, che è malta cementizia.  Abbiamo, però, deciso, in accordo con il Comune per una soluzione di riempimento con cemento a filo che rende il lavoro molto più pulito“.

Cemento che, però, dovrà rimanere sul territorio per tutto il tempo necessario, che varia dai 3 ai 6 mesi, per l’assestamento. In questo periodo l’impresa mantiene il monitoraggio sugli scavi e interviene in caso di biche o avvallamenti per ripristinare la sicurezza, ma non può completare il lavoro. “Finito questo periodo , che varia seconda del tipo di scavo, si passa al ripristino definitivo con un tappeto di chiusura”. Per le opere di ripristino Open Fiber ha raggiunto due accordi con il Comune di Genova. La prima riguarda la larghezza di ripristino, che sarà superiore al decreto scavi.

 “Noi, però, abbiamo fatto anche un accordo con Aster, la partecipata del Comune, che farà i ripristini. Questo – sottolinea Poggi – per noi comporterà un maggiore onere ma è una garanzia per tutti sulla qualità del lavoro. Per le attività già svolte abbiamo investito 1,5 milioni di euro – prosegue Poggi – e con Aster abbiamo l’accordo di consegnare tutta la restante quota dei ripristini che oggi è valutata attorno a 7 milioni di euro complessivi. Per tutta l’operazione avevamo previsto 65 milioni di euro, costo che è lievemente salito perché l’accordo con Aster ci porta una spesa ulteriore. Pensiamo, comunque, che sia un investimento necessario”.

Rimane un altro tema, quello relativo a lavori svolti in proprietà privata. “Una peculiarità di Genova sono alcune strade private concesse a uso pubblico – rileva – noi chiediamo l’autorizzazione alla pubblica ammministrazione e ai privati ma ci sono casi in cui non si la situazione non è così evidente. A oggi, comunque, non abbiamo avuto casi significativi e, in quei pochi casi segnalati siamo prontamente intervenuti”. 

Per quello che riguarda l’interno degli edifici la situazione non cambia. “Per le palazzine che hanno più di 12 appartamenti ralizziamo  già il cablaggio verticale, ma ci muoviamo sempre su autorizzazione dell’amministratore di condominio. Ci possono essere situazioni non corrispondenti alla norma tecnica – sottolinea – ma, quando ci sono segnalate dagli amministratori noi interveniamo immediatamente”.