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Aster, i sindacati attaccano il ‘Global Service’: “Un altro passo verso la privatizzazione”

Secondo Usb il depotenziamento dell'azienda del comune è stato costruito ad arte per favorire i privati

Genova. “Su una cosa il centro destra e il centro sinistra non fanno neanche finta di litigare: prendere di mira le aziende partecipate per regalare appalti milionari ai loro amici”. Così inizia il comunicato stampa dell’Unione Sindacale di Base di Aster, che denuncia il “nuovo passo verso la privatizzazione del servizio pubblico” rappresentato dal “global service”, l’escamotage amministrativo che punta ad appaltare ai privati quello che Aster non riesce a fare più.

In questi anni il numero dei dipendenti e sceso sotto le 400 unità, soglia critica parzialmente rivista dalle ultime assunzioni “e comunque del tutto insufficienti per non vedere chiaramente il tentativo di svuotare Aster dalle sue funzioni, trasformandola in una stazione appaltante – scrivono – Una intollerabile condizione resa ancora più gravosa dal recente passaggio di competenze tra Amiu Bonifiche e Aster del diserbo cittadino che infatti sarà dato in appalto, operazione ardentemente voluta dall’assessore Fanghella”.

E poi arriva l’attacco diretto al presidente del Municipio della Bassa Val Bisagno Ferrante, dopo il taglio di 400mila euro ai municipi operato dal sindaco Bucci, “rivendica l’idea del Global Service, un modo british per privatizzare anche i piccoli lavori gestiti direttamente dai municipi, offrendo al contempo al sindaco Bucci (responsabile del taglio di risorse) di far sua la proposta”.

“Una logica bipartisan che nulla ha a che fare con gli interessi dei cittadini – concludono – ma guarda esclusivamente agli interessi dei privati che da anni aspirano al ruolo istituzionale di Aster”.