Al cantiere

Ponte Morandi, pronte le gru per smontare la pila 5. Attesa per la valutazione d’impatto ambientale

Genova. Sull’agenda di cantiere del sito del commissario sta scritto che in queste ore si procede con le opere propedeutiche alla realizzazione del futuro viadotto di Genova: scavi, demolizioni, spostamento di tubature e di canali idrici. Resterà deluso chi si aspettava la classica posa della prima pietra, in questo 31 marzo da sempre indicato dal sindaco Marco Bucci (tanto da metterlo per iscritto nel contratto con le aziende) come “giorno della ricostruzione”.

Oltre agli ostacoli sul campo e alla constatazione che per costruire il ponte rispettando le normative sul tema è più complicato del previsto, c’è però un altro elemento che ancora non è al suo posto. Il ministero dell’Ambiente non ha ancora rilasciato la sorta di via semplificata sul progetto per il nuovo ponte. La via è la valutazione di impatto ambientale e in questa fase di attenzione estrema sulla salute dei cittadini e sulla tutela del contesto non può essere, anche politicamente, un qualcosa a cui derogare. La Via sarebbe dovuta arrivare entro la settimana. Forse domani potrà essere il giorno buono.

Intanto gli ingegneri del consorzio Per Genova sono al lavoro per trovare risposte alle osservazioni sollevate dal consiglio superiore dei lavori pubblici. Per esempio lo spostamento leggermente a sud del tracciato e la velocità prevista per garantire la sicurezza del nuovo ponte. Tra i rebus ci sarebbe anche quello del possibile intervento nelle gallerie di Coronata, cosa che allungherebbe ulteriormente i lavori.

Il cantiere però è tutt’altro che fermo: sono state montate e potranno essere testate in questi giorni le maxi gru fatte arrivare dal nord Europa per smontare meccanicamente le pile del moncone ovest. Si inizierà dalla 5, dove poi si inizierà a ricostruire.

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