Spediporto, un "bold plan" ambizioso per integrare porto e città e rilanciare il settore a Genova - Genova 24
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Spediporto, un “bold plan” ambizioso per integrare porto e città e rilanciare il settore a Genova

Dopo il crollo di ponte Morandi traffici a -0,5% ma fra 10 anni si attende una crescita a 10 milioni di container

Genova. Un ‘bold plan’, un piano ambizioso, per fare si’ che il porto di Genova possa catturare il massimo delle quote di traffico. Lo ha lanciato l’assemblea degli spedizionieri genovesi riuniti in Spediporto oggi a Genova. “Significa una visione del porto che abbracci banchine portuali, aeroporto e Valpolcevera, zona colpita dal crollo del ponte Morandi, destinata a diventare una Zona logistica semplificata e trait d’union con i retroporti e i magazzini della Valpolcevera devono diventare tutti magazzini doganali” dice il presidente di Spediporto Alessandro Pitto.

Il crollo del ponte, ricordato anche nel titolo dell’assemblea, ‘We bridge worlds’, oltre alle vittime e ai danni ha fermato la crescita del porto di Genova che ha chiuso con una perdita dello 0,5% dei traffici. “Ma all’interno delle stime mondiali che prevedono nei prossime dieci anni del traffico container una crescita da 2 a 5 volte – ricorda Pitto – per Genova si tratterebbe di gestire un aumento del traffico dagli attuali 2,6 mln di contenitori a 5,2 mln per arrivare, nella migliore delle ipotesi, a toccare anche quota 10 milioni”.

E il piano per il futuro dovrebbe passare pure dalle tecnologie. “Abbiamo tanta tecnologia, la dobbiamo applicare di piu’ – spiega il direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta – potremmo benissimo creare forti connessioni fra porto, aeroporto e retroporto usando l’Iot, quindi la possibilità di tracciare le merci, seguirle nella fase di stoccaggio e di manipolazione”.

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