"Salvare il ponte Morandi per far conoscere la verità", tutto il fronte scettico venerdì al Cap per un convegno nazionale - Genova 24
C'è chi dice no

“Salvare il ponte Morandi per far conoscere la verità”, tutto il fronte scettico venerdì al Cap per un convegno nazionale

Tra i promotori Giovanni Spalla, architetto vicino al M5S, Enzo Siviero, ingegnere che parlò di attentato per il crollo del 14 agosto e diversi rappresentanti dei comitati

Generica

Genova. Nella presentazione del convegno di domani, venerdì 29 marzo, intitolato “Salvare il ponte”, gli organizzatori invitano alla partecipazione con una promessa piuttosto importante: “Per far conoscere la verità”. Alla Sala Cap di via Albertazzi dal mattino alla sera saranno riunite in diverse sessioni alcune delle voci che in maniera più forte, da agosto a oggi, hanno affermato la necessità di riflettere su un’alternativa alla demolizione e ricostruzione ex novo in toto di ponte Morandi. Tra tutti l’architetto Giovanni Spalla, professionista di fama internazionale e vicino al Movimento 5 Stelle.

Paesaggio, salute, ambiente e diritti le tematiche che saranno affrontate in un incontro pubblico organizzato da ambientalisti, comitati e tecnici che a più riprese hanno criticato l’operato della struttura commissariale e hanno chiesto a Marco Bucci e il suo team una maggiore trasparenza. A partire dall’argomento amianto, ma non solo. La struttura commissariale, che ieri ha ricevuto l’invito a partecipare al convegno, sarà presente con uno dei suoi rappresentanti, il presidente dell’ordine degli Ingegneri Maurizio Michelini. Il sindaco e commissario Bucci non potrà esserci.

Le diverse sessioni saranno presiedute da Enzo Siviero, rettore dell’Università telematica eCAMPUS, balzato agli onori della cronaca pochi giorni dopo il 14 agosto per la teoria choc dell’attentato terroristico, ed Enrico D’Agostino, del Comitato liberi cittadini di Certosa, il comitato che insieme all’osservatorio nazionale amianto ha depositato un esposto in procura sui rischi legati alla polvere nociva. I tavoli saranno moderati dal giornalista La7 Paolo Colombo. Tra i relatori medici, ingegneri, architetti, sindacalisti, docenti universitari, rappresentanti dei comitati, tutte figure che di fatto hanno sempre portato avanti una visione opposta a quella poi scelta da istituzioni e governo per il futuro del viadotto.

“Il convegno sarà occasione per riflettere a fondo sull’attività di demolizione, difficile, inquinante, pericolosa e costosa, che si sta conducendo – dicono gli organizzatori – e di riconsiderare l’opzione restauro, recupero, riabilitazione, messa a norma e in sicurezza in parte o in toto del Ponte Polcevera. Ci faremo carico di illustrare, non solo come avrebbe potuto essere salvato, essendo un monumento e bene culturale del ‘900, ma come potrebbe ancora oggi, a cantiere aperto, essere recuperato in toto o in parte, evitando di demolirlo per smontaggio o per esplosione, e in particolare preservando le monumentali pile 10 e 11”.

Tra le richieste di chi ha messo in piedi il convegno “Salvare il ponte” la pubblicazione, da parte della struttura commissariale, dei progetti di ponte scartati tra quelli presentati come manifestazione di interesse.