Reddito di cittadinanza, niente ressa alle poste nel primo giorno di richiesta del "bancomat di Stato" - Genova 24
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Reddito di cittadinanza, niente ressa alle poste nel primo giorno di richiesta del “bancomat di Stato”

Sono 35 mila i genovesi che potrebbero cercare di ottenere il supporto al reddito. Oltre alle poste attivati Caf e centri per l'impiego

Genova. Calma piatta in piazza Dante, all’ufficio centrale, almeno finora, nel primo giorno in cui è possibile presentare la richiesta per il reddito di cittadinanza. Una ventina di persone, di primo mattino, quelle in coda. D’altronde sono altri gli sportelli dove si prevede un afflusso consistente, quelli che corrispondono ai quartieri periferici e popolosi – ponente, Valpolcevera, Val Bisagno – e dove è più alto il tasso di disoccupazione ma – per fare due esempi a campione – anche a Certosa e Voltri, per adesso, non sono segnalati disagi.

Secondo alcune stime sindacali sono 35 mila i genovesi che potrebbero chiedere di beneficiare dell’accredito mensile sulla carta rdc, il “bancomat di Stato”, e oltre alle poste, chi sta lavorando dietro le quinte per aiutare i cittadini a orientarsi, sono i Caf. A quello della Cisl in piazza Campetto sono già stati fissati una dozzina di appuntamenti, ma il lavoro sarà operativo a partire da lunedì. La Cgil segnala che in quello di via Cairoli alle 9 sono stati presi 27 appuntamenti nei primi 10 minuti di apertura, la Cisl, la Uil descrive “un’affluenza discreta, ma senza alcun assalto” al Caf di piazza Colombo. Nel video un piccolo vademecum sul RdC.

Cos’è e come funziona il reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza consiste in un beneficio economico (si chiama pensione di cittadinanza per i cittadini over67) destinato a cittadini italiani e dell’Unione Europea, stranieri con permesso di soggiorno a tempo indeterminato, stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea. Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

La domanda si può presentare: in modalità cartacea, presso gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’Inps, da ogni giorno 6 del mese a partire da questo 6 marzo. La raccolta delle domande avverrà anche presso i Caf. Al momento della domanda bisogna aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) ai fini Isee.

Dopo aver presentato domanda, si deve: a) attendere la comunicazione dell’Inps di accoglimento o rigetto tramite e-mail e/o sms ai recapiti indicati dal richiedente nel Modello di domanda; b) in caso di accoglimento, attendere la successiva comunicazione di Poste in cui viene fissato l’appuntamento per recarsi all’ufficio postale a ritirare la Carta Rdc ed il relativo Pin. La carta sarà intestata al richiedente e non è possibile avere più carte; c) entro 30 giorni dalla mail o da sms di Inps che comunica l’accoglimento della domanda, tutti i componenti il nucleo devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (Did). I componenti del nucleo devono rendere la Did entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda. Al momento, la Did può essere resa: presso i Centri per l’impiego o i patronati convenzionati con l’Anpal.

Molti soggetti, si è calcolato circa un terzo del totale degli aventi diritto al reddito di cittadinanza, sono esclusi dalla Did tra cui ultra sessantacinquenni, cittadini caregiver di anziani o disabili in famiglia, soggetti disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% e invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33% (accertato dall’Inail), non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra.

Il nucleo familiare del richiedente può possedere redditi e patrimoni, ma entro i limiti previsti, come ad esempio: patrimonio immobiliare non oltre 30 mila euro senza considerare la casa di abitazione; patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo. No ad auto acquistate 6 mesi prima della richiesta, no ad auto o moto di grossa cilindrata, no a barche o yacht.

Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano percettori di Naspi.

Quanto vale. Il beneficio economico sia per il Reddito di cittadinanza sia per la Pensione è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), entrambe calcolate dalla procedura Inps sulla base delle informazioni rilevate dall’Isee e presenti nel modello di domanda. Nello specifico: La quota A, ossia l’integrazione al reddito, può arrivare fino ad un massimo di 6.000 euro annui in caso di Reddito di cittadinanza (oppure di 7.560 euro in caso di Pensione) e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo (esempio maggiorenni e minorenni). La quota B, in caso di locazione della casa di abitazione, non può essere superiore a 3.360 euro annui pari a 280 euro mensili per il Rdc (oppure fino ad un massimo di 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo della casa di abitazione,la quota B è al massimo pari a 150 euro mensili sia per Rdc che per Pdc. In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui. Il valore dell’Isee (Ordinario oppure Isee Corrente, qualora presente) dovrà comunque essere inferiore a 9.360 euro.

La carta Rdc si può utilizzare per: fare alcune spese di beni di consumo; pagare utenze; prelevare mensilmente contanti pari a 100 euro moltiplicati per la cosiddetta “scala di equivalenza” che è un parametro in base al numero e alla tipologia dei componenti la famiglia (esempio se il parametro della scala di equivalenza è pari a 2,1 il massimo che si può prelevare è 210 euro); effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione della casa di abitazione del nucleo familiare; effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento della rata del mutuo della casa di abitazione del nucleo. La Carta Rdc non si può utilizzare per giochi che prevedono vincite in denaro. Il beneficio del Rdc è riconosciuto per la durata di 18 mesi ma occorre prestare attenzione a non incorrere in cause che ne comportino la decadenza. Può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi previa sospensione dell’erogazione del beneficio di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non è prevista per la Pdc che quindi si rinnova in automatico.