Primarie a Zingaretti, Pandolfo: "Pd perno di un fronte ampio contro chi vuole un Paese incattivito" - Genova 24
Dopo il voto

Primarie a Zingaretti, Pandolfo: “Pd perno di un fronte ampio contro chi vuole un Paese incattivito”

A Genova 2 mila votanti in più rispetto al 2017. 14 i delegati all'assemblea nazionale

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Genova. Quasi 22 mila persone sono andate ieri a votare alle primarie a Genova, circa 2 mila votanti in più rispetto all’appuntamento del 2017 vinto da Matteo Renzi. Il dato genovese è in controtendenza con quello nazionale e “dimostra un straordinario risultato di partecipazione per raggiungere il quale abbiamo lavorato molto” spiega il segretario provinciale del partito Alberto Pandolfo.

Anche in questo caso qualche numero relativo ai seggi dovrebbe dare l’idea: a Genova città sono stati allestiti 62 seggi, a Palermo 9. In tutta la provincia i seggi erano 90: “Tutto questo grazie allo straordinario sforzo dei volontari che hanno consentito la miglior riuscita di questo straordinario appuntamento con la democrazia”.

La ragione del successo? “Penso si tratti di una spinta civica che si sta opponendo a un governo giallo-verde che ha politiche basate su chiusura e odio – dice il segretario – mentre le persone che abbiamo visto in piazza a Genova e il 2 marzo a Milano sanno che un Paese incattivito come quello che sta costruendo questo governo è anche più fragile”.

Analizzando il voto genovese è lampante vedere come, se nel voto nei circoli genovesi Zingaretti pur vincitore aveva raggiunto poco più del 53%, il voto della piazza, cioè di chi si riconosce nel centro sinistra ma non per questo vota Pd ha raggiunto il 72%: “A votare alle primarie è andato chi crede che il Pd possa svolgere un ruolo di perno rispetto a un centro sinistra – spiega Pandolfo – che consenta di fare un lavoro verso l’appuntamento elettorale delle europee perché c’è la voglia di avere un fronte ampio di centro sinistra che rappresenti un’alternativa rispetto al governo. Anche rispetto alle incertezze che sta dimostrando sulle infrastrutture e non a caso Zingaretti ha detto che la sua prima visita da segretario sarà al cantiere della tav”.

Se ufficialmente anche l’ex segretario Matteo Renzi ha dato la ‘benedizione ufficiale’ a Zingaretti a poche ore dal voto un po’ di malomore comincia a serpeggiare anche a Genova tra chi si autosospende da ruoli nel partito e chi scrive su Facebook che si prenderà una pausa dalla politica: “Stiamo parlando di poche persone rispetto alle decine di migliaia che ieri sono uscite di casa con la tessera elettorale e due euro in mano per chiedere soprattutto un partito non più diviso perché io con queste persone ieri ci ho parlato per tutto il giorno da Voltri a Molassana a Staglieno. Quindi credo che chi in queste ore che rende pubbliche e altisonanti scelte personali se la debba vedere con queste persone che evidentemente al contrario mio ieri non ha incontrato”.

Se dopo la netta vittoria ‘sul campo’ Zingaretti non necessita di un voto all’assemblea nazionale, la sua elezione sarà comunque ratificata il prossimo 17 marzo di fronte a mille delegati. Da Genova arriveranno in 14 tra cui il segretario Alberto Pandolfo, il suo predecessore Alessandro Terrile, il sindaco di Sestri levante Valentina Ghio, il consigliere comunale Claudio Villa, Mara Nobili, Simone D’Angelo, Margherita Repetto, Andrea Vezzali e ed Edvige Prampolini per le liste collegate a Zingeretti. Marina Costa, Massimo Ferrante e Andrea Telchime per le liste collegate a Martina e Irene Tesini per Giachetti.