Ponte Morandi e rischio amianto, 300 carotaggi per decidere se far esplodere le pile 10 e 11 - Genova 24
Tempi incerti

Ponte Morandi e rischio amianto, 300 carotaggi per decidere se far esplodere le pile 10 e 11

Non si esclude di evitare la dinamite, ma un piano alternativo al momento non esiste. Le case di via Porro saranno demolite meccanicamente

zona rossa ponte morandi,

Genova. “Da marzo, da quando è stato rinvenuto l’amianto, anche se sotto traccia, è cambiata tutta la strategia e i tecnici stanno pensando a un’alternativa sin da quel momento, sarebbero dei pazzi a non farlo, poi trovarla è un altro discorso”, dice chi sta lavorando al cantiere di ponte Morandi. Perché è tutt’altro che scontata la demolizione attraverso esplosivo delle pile 10 e 11, quelle strallate e che incombono sulle case di via Porro. Così almeno ad ascoltare gli interventi, improntati alla cautela, da parte di alcuni addetti ai lavori auditi nel corso della commissione consiliare in Comune a Genova. All’ordine del giorno le tematiche di ambiente e salute legate ai cantieri del viadotto Polcevera. Alla seduta hanno partecipato comitati di cittadini, municipi, i rappresentanti degli osservatori pubblici della struttura commissariale ma anche Asl, Arpal e Rina Consulting.

Proprio da questi ultimi tre soggetti, rispondendo alle domande dei presenti, è stato sottolineato come non esista ancora un’opzione definitiva per la demolizione delle pile sul lato est. Nicolò Fiorino, dirigente di Asl 3, ha spiegato che “il confronto con i demolitori è in corso” e che il rilevamento di amianto, seppure sottosoglia, “ha reso più forte la richiesta di attenzione per i rischi legati anche ad altri tipi di polveri”. Stefano Maggiolo, direttore scientifico di Arpal, ha parlato di “analisi di rischio necessaria per entrambe le alternative”, sia quella dello smontaggio meccanico sia l’uso di dinamite. Simone Gambula, di Rina Consulting, la società che si occupa della direzione dei lavori, ha dichiarato, rispondendo a una domanda sulle previsioni sullo smaltimento, che “ancora non ci sono piani perché ancora non è stato deciso se le pile saranno abbattute o smontate”. Molto dipenderà anche dai risultati dei carotaggi di campionamento di amianto, ben 290 nelle pile a levante, al via proprio in questi giorni. “I tecnici stanno già pensando alle alternative, ma si farà una valutazione comparata del rischio – continua – solo con i dati alla mano”.

Le riunioni tra aziende dell’ati, Rina Consulting, Asl e Arpal per definire in modo condiviso il programma per la demolizione, come ha annunciato oggi il sindaco e commissario Marco Bucci, entreranno nel vivo la prossima settimana. Il sindaco ha affermato più volte che “anche ricercandole non esistono al momento alternative all’esplosivo per le pile 10 e 11”. La decisione finale, e quindi la responsabilità della scelta, sarà delle aziende e del commissario per la ricostruzione mentre Asl e Arpal hanno il compito di valutare i piani proposti. Per quanto riguarda le abitazioni di via Porro si tratterà di una demolizione meccanica standard. E’ già escluso l’uso di microcariche.

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