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Paganini Rockstar chiude con 45.454 presenze. La sfida di aver dato corpo alla musica

Chiusi i battenti della prima esposizione nata nell'era Bizzarri

Genova. Il progetto espositivo Paganini Rockstar, dedicato al grande musicista genovese, ha chiuso i battenti con la partecipazione di 45.454 persone. La mostra, la prima dell’era Bizzarri, ha riscosso un discreto successo, riuscendo ad attrarre visitatori di tutte le età.

Certo, sono lontani i numeri di mostre di grande successo, come Van Gogh e il viaggio di Gauguin” del 2012, che fece 342.025 visitatori (record nazionale), seguito “Dagli impressionisti a Picasso” del 2015-2016 con 238.975 visitatori. Senza dimenticare (2014-2015) Frida Khalo con 124.381 visitatori ed Edvard Munch (2013-2014) con 122.047 visitatori. Verrà superata invece quella di Mirò (2012-2013) con 100.154 visitatori.

Sicuramente una mostra coraggiosa, che ha saputo porre una sfida, quella dell’accostamento di due personaggi molto distanti tra loro, con un tocco di provocazione. E soprattutto con un obiettivo non facile, cioè quello di dare un corpo museale alla musica.

Numerosi i laboratori per bambini e ragazzi, le iniziative collaterali e le visite guidate. In particolare il SoundLab ha permesso soprattutto ai giovani di sperimentare materialmente la musica con la possibilità di suonare la chitarra elettrica e di comporre un proprio brano.

Il laboratorio del liutaio ricostruito e i 4 appuntamenti in mostra con il maestro liutaio Alberto Giordano hanno avvicinato il pubblico a un’arte antica e poco conosciuta come quella della costruzione del violino, della sua conservazione e della tecnica.

Insomma, un bel tentativo, con episodi molto riusciti, come con l’installazione con il testo che scorreva a ritmo del violino di Paganini, e altri meno, come le testimonianze di Morgan e Gianna Nannini. Ma andava vista: lo dobbiamo soprattutto alla memoria del grande Niccolò Paganini, un personaggi a cui Genova è sempre stata in debito.