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Occupazione, i dati Istat secondo Regione e sindacati ovvero la questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto

Perché crescono sia i posti di lavoro sia la disoccupazione

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Genova. La Regione Liguria, citando i dati diffusi dall’Istat, fa notare come il 2018 faccia registrare un +1% nel numero degli occupati nella Regione, che passano da 603mila a 609mila unità. “I dati relativi alla nostra regione relativi al 2018 diffusi dall’Istat non sono buoni e vanno in controtendenza rispetto ai risultati nazionali” dice – invece – Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria.

Hanno ragione entrambi. Ma la Regione Liguria sottolinea alcuni dati, il sindaco altri. E quindi. “I numeri certificano come la Liguria stia attraversando una fase sovracongiunturale non solo rispetto alla media nazionale – commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti- , ma anche in paragone al Nord Ovest, la parte del paese che contribuisce maggiormente alla creazione del PIL. La media nazionale segna un +0,8%, mentre quella del Nord Ovest un +0,7%”.

Anche il tasso di occupazione ligure sale, passando dal 62,4% del 2017 al 63% del 2018.
Andando a osservare nel dettaglio del dato, si può notare come cresca il lavoro dipendente (+1,8%, pari a 8mila unità), a cui fa da contraltare una flessione del lavoro autonomo (-1,3%, pari a 2mila unità). Crescono gli occupati nei servizi (+1,9, pari a circa 9mila unità), nel manifatturiero (+3,9%, pari a 3mila unità) nonostante una complessiva flessione dell’industria (-0,8% pari a circa mille unità). Cresce dell’1,9% l’occupazione femminile (+5mila unità), meno quella maschile (+ 0,3%, circa mille unità).

Sul fronte della disoccupazione, in Liguria però i disoccupati salgono dalle 63mila unità del 2017 alle 67mila del 2018 (+6,3%). Ed è questo il dato che invece fa drizzare le orecchie alla Cisl.

“Il dato della disoccupazione – prosegue Toti- non deve trarre in inganno. Si tratta di un segnale che indica come molte persone abbiano ricominciato attivamente a cercare un lavoro, ad esempio iscrivendosi e servendosi del supporto dei Centri per l’impiego. Non si tratta quindi in sé di un dato negativo, lo sarebbe se calassero gli occupati. E in Liguria crescono, più che nel resto d’Italia”.

“Il tasso di disoccupazione si riduce rispetto al 2017 in tutte le regioni con l’eccezione di Liguria, Veneto e Friuli-Venezia Giulia – afferma Maestripieri – Genova è una delle poche città dove il tasso continua a crescere. Il tasso di occupazione cresce in tutte le regioni del Nord, con l’eccezione di Liguria ed Emilia-Romagna”.

A livello provinciale, nella provincia della Spezia, che perde 1,9 punti, la situazione più pesante, fa notare la Cisl. Fa eccezione solo Imperia che cresce di 2,2 punti. “Certo, sul nostro territorio ha pesato l’effetto Ponte – aggiunge Maestripieri – ma i dati dell’Istat mettono in luce che e’ necessaria una forte spinta per il lavoro in questa regione attraverso incentivi per le assunzioni, anche grazie all’occupazione che può essere offerta dai lavori di demolizione e ricostruzione e di recupero della zona sottostante il viadotto”.