Morandi, al cantiere est crescono le torri di rinforzo al viadotto tra dubbi dei residenti e attesa per il quarto ingresso - Genova 24
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Morandi, al cantiere est crescono le torri di rinforzo al viadotto tra dubbi dei residenti e attesa per il quarto ingresso

Dal 4 al 6 aprile, il ritorno degli sfollati nei loro appartamenti. Poi inizierà lo svuotamento totale degli edifici. Ma i comitati protestano ancora per le polveri

Genova. Sono rosse fiammanti, alte, di acciaio e poggiano su solide fondamenta, basamenti in cemento armato a cui le aziende stanno lavorando da settimane. Hanno un compito fondamentale: rendere provvisoriamente più sicuro e stabile il moncone est di ponte Morandi, giusto il tempo di studiarlo, analizzarlo, salirci sopra per indagini e pianificazioni di cantiere, o per potersi muovere al di sotto. Così anche gli sfollati che, per la quarta volta, potranno fare il loro ingresso nelle case ormai cedute alla struttura commissariale.

Dal 4 al 6 aprile, questa potrebbe essere la finestra che consentirà a circa 200 famiglie (altre preferiscono rinunciare) di entrare nelle abitazioni lasciate il 14 agosto per l’ultima volta. L’operazione sarà a loro spese, diversamente dagli altri ingressi, pagati con soldi del Comune. Non sarà possibile trasportare infissi o mobilio. Subito dopo gli appartamenti saranno a disposizione di chi dovrà svuotarli, gestirne i rifiuti e il materiale recuperabile, bonificarli.

Nel frattempo le aziende dell’ati della demolizione procedono con lo sgombero delle parti comuni e delle cantine, dove siano già presenti vie di fuga, anche alla ricerca di materiale nocivo, come l’eternit.

In zona Piazza d’Armi al Campasso continua la bonifica dagli ordigni bellici – per adesso non ne sono stati trovati – e la movimentazione del terreno di scavo. Questa operazione ha ancora una volta sollevato le proteste del comitato degli abitanti ai confini della zona rossa.

Con un video realizzato a poche decine di metri di distanza dal cantiere est (lo vedete in apertura a questo articolo) viene evidenziato come almeno due camion impiegati nei lavori non abbiano una copertura del carico e come la pista non sia mantenuta umida, come da piano di cantiere, per evitare il sollevamento di polveri. In base all’agenda di cantiere si tratterebbe di materiale di scavo e non di inerti da demolizione.

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