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Lirica for dummies: il Don Pasquale di Donizetti al Carlo Felice evento

Sarà in scena dall'8 al 14 marzo (ore 20, con riposo l'11 e repliche alle 15.30 il 9 e 10)

Genova. Due innamorati osteggiati dall’anziano parente di lui, ma state tranquilli, non sarà una tragedia, anzi, ci sarà da divertirsi.

Al Teatro Carlo Felice di Genova arriva il Don Pasquale di Gaetano Donizetti, in scena dall’8 al 14 marzo (ore 20, con riposo l’11 e repliche alle 15.30 il 9 e 10).

Quando venne rappresentata nel 1843 al Théâtre des Italiens di Parigi, l’opera ottenne un grande successo, forse perché era un’epoca in cui a teatro si vedeva solo roba molto seria. I personaggi ricalcano quelli della commedia dell’arte in cui, come tradizione, c’è un anziano attaccato ai soldi amante delle giovani (Pantalone/Don Pasquale), un povero ingenuo (Pierrot/Ernesto), la servetta furba (Colombina/Norina), ma Donizetti fece un ulteriore passo avanti rispetto alle maschere tradizionali, caratterizzando maggiormente i personaggi. Il libretto, firmato da un certo M. A. alias Michele Accursi, esule mazziniano, è invece opera di Giovanni Ruffini, anche lui esule, in collaborazione con lo stesso Donizetti, ma con cui litigò per alcune divergenze sull’allestimento e i costumi. La storia trae ispirazione da Ser Marcantonio di Angelo Anelli.

La trama

Il Don Pasquale è diviso in tre atti e la scena si svolge nella Roma agli inizi del XIX Secolo. Nell’allestimento ospitato dal Carlo Felice, a cura della Scottish Opera, l’ambientazione è invece spostata negli anni Sessanta del Novecento.

Il ricco e celibe Don Pasquale (basso) ha come erede designato il nipote Ernesto (tenore) e vorrebbe fargli sposare una nobile e ricca zitella, ma il giovane è innamorato di Norina (soprano), una vedova che però non ha una gran dote. Lo zio osteggia la relazione, disereda Ernesto e decide di sposarsi lui stesso. Per trovare moglie chiede aiuto al dottor Malatesta (baritono), che però è molto amico del giovane. Sarà lui a ordire il piano per far tornare Pasquale sui suoi passi. Gli presenta Sofronia, fingendo che sia sua sorella, in realtà è Norina sotto mentite spoglie (all’insaputa dello stesso Ernesto).

Ernesto, triste, decide di partire per terre lontane. Nel frattempo un finto notaio sancisce il matrimonio tra Don Pasquale e Sofronia, nonché la donazione di metà dei beni del riccone alla donna. Dopo la firma del contratto, Sofronia si trasforma in padrona arrogante e scialacquatrice, riducendo alla disperazione Don Pasquale.

Ernesto, spinto da Malatesta, rientra in scena fingendo di essere l’amante di Sofronia. Il piano originario va in porto perché Don Pasquale, pur di fare un dispetto alla moglie ingrata, acconsente al matrimonio tra Ernesto e Norina. Alla fine gli viene svelato l’inganno e l’uomo accetta di buon grado l’unione tra il nipote e la sua amata.

I brani famosi

Nel secondo atto la disperazione di Ernesto si esprime attraverso un’introduzione con tromba e il recitativo “Povero Ernesto” seguito dall’aria “Cercherò lontana terra“, in cui il tenore si misura con il do di petto (il do acuto cantato con voce piena). Lo proponiamo nell’interpretazione di Juan Diego Flòrez

L’ingresso in scena di un personaggio attraverso un’aria si chiama cavatina (o aria di sortita). Norina si presenta con “Quel guardo il cavaliere… so anch’io la virtù magica“. Youtube ci regala una registrazione dello straordinario soprano savonese Renata Scotto

Il finale “La morale in tutto questo” dovrebbe essere un monito per tutti: “Ben è scemo di cervello chi s’ammoglia in vecchia età; va a cercar col campanello
noie e doglie in quantità”. A cantarlo è proprio una dei protagonisti in scena al Carlo Felice: Desirée Cantatore

Da sapere (variazione cast)
Erwin Schrott ha dovuto rinunciare alla produzione di Don Pasquale, che avrebbe segnato il suo debutto nel ruolo del titolo. Purtroppo un’indisposizione fisica stagionale non gli ha permesso di partecipare ai primi giorni di prove non permettendogli quindi di debuttare il ruolo considerando solo la settimana di prove prevista successivamente al suo impegno al Teatro alla Scala.
L’artista è molto dispiaciuto di perder questa importante occasione e spera nella comprensione del pubblico. Erwin ricorda sempre con grande gioia la sua ultima apparizione a Genova con Don Giovanni e spera di poter ritornare presto al Teatro Carlo Felice.
Il ruolo di Don Pasquale, nelle recite dell’ 8, 10 e 12 marzo, sarà quindi sostenuto da Kristopher Irmiter .