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Lebensraum al Teatro della Tosse, tre motivi per correre a vederlo foto

Un meccanismo perfetto, a tal punto che non si riesce a trovare il punto debole di questo gioiello

Genova. Un meccanismo perfetto, a tal punto che non si riesce a trovare il punto debole di questo gioiello. Lebensraum (“spazio vitale”), ospitato sino a questa sera dal Teatro della Tosse (ore 20.30, 25 euro), è tra quegli spettacoli che in questa stagione vanno segnati con il circoletto rosso sul calendario. Merito degli attori-performer sul palco, che riescono a raccontare una piccola storia attingendo, migliorandole, dalle situazioni esilaranti create nei film muti con Buster Keaton o Stanlio e Ollio. L’idea è di Jakop Ahlbom, poliedrico artista svedese, che si è perfezionato nei Paesi Bassi, dove ha fondato la sua compagnia.

Due uomini vivono in un piccolissimo appartamento e si sono ingegnati a ottimizzare gli spazi, manca solo una donna, così ne creano una meccanica, ma le cose non vanno come vorrebbero: l’artefatto sconvolgerà il loro ordine e la loro vita.

Come di consueto nelle nostre recensioni, ecco i tre motivi che stavolta non servono per andare a vederlo, ma per correre a vederlo.

La straordinaria fisicità mescolata alla poesia del racconto

Si tratta di teatro fisico. Gli attori non dicono una parola, ma riescono a comunicare moltissimo. Un equilibrio delizioso tra gli straordinari sforzi atletici dei performer, fatti senza mostrare alcuno sforzo, inseriti in una coreografia precisa al centesimo di secondo. Mimo, teatro, danza, illusionismo, tutto mescolato per ottenere un risultato piacevolissimo. Una menzione davvero speciale la merita Silke Hundertmark, la bambola meccanica, che stupisce per come riesca a essere così “robotica” (merito, evidentemente di una prestanza fisica pazzesca, a partire dagli addominali). Soprattutto all’inizio ci si domanda se sia davvero lei o un manichino a essere in scena. L’aspetto prettamente atletico ha un ottimo contraltare nelle trovate scenografiche che non sono sfondo, ma parte integrante dello spettacolo, con gli attori che entrano ed escono dal frigorifero o dal divano, con il letto che diventa pianoforte e un ingegnoso sistema di contrappesi per passarsi l’acqua o il sale quando si è a tavola.

La musica

Come ogni performance muta che si rispetti, a fare da sottofondo c’è la musica. Non siamo però all’epoca di Buster Keaton, il pianoforte non è preponderante, anche se non manca. La colonna sonora di Lebensraum è prettamente rock. Sono le chitarre elettriche e le voci a dare il ritmo alla performance. Calzanti le musiche dell’Alamo Race Track, eseguite live da musicisti che fanno parte, letteralmente, dell’arredamento, visto che indossano lo stesso disegno della tappezzeria dell’appartamento in cui si svolgono le vicende.

L’illusionismo

La performance è costellata di momenti in cui lo spettatore si chiede: “Ma come hanno fatto?”. Sparizioni e apparizioni un secondo dopo da tutt’altra parte, la bambola meccanica appesa a un quadro senza ganci, ma soprattutto (non vi sveliamo di cosa si tratta) verso la fine resterete proprio a bocca aperta per una particolarissima uscita di scena. Ancora adesso non sappiamo spiegare come sia stato possibile.