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Lavoro, il commercio se ne va da Genova. L’accusa dei sindacati: “Istituzioni assenti”

Le continue chiusure di questi mesi hanno superato il livello di guardia

Genova. La manifestazione di questa mattina indetta dai dipendenti di Moody porta in piazza solo l’ultima di una lunga serie di chiusure commerciali che hanno interessato il capoluogo ligure negli ultimi mesi.

Una situazione diventata oramai consuetudine, e che ancora una volta mette in allarme i sindacati, che lanciano il monito alle istituzioni cittadine e non, per fare qualcosa, e farlo subito.

“Basta chiudere gli occhi di fronte a quello che sta accadendo, chiediamo ufficialmente che il Comune di Genova passi dalla teoria alla pratica e metta in campo quegli strumenti necessari per fronteggiare un’emorragia occupazionale nel settore del commercio che forse non ha precedenti nella nostra città”, così Silvia Avanzino, segretario generale della Fisascat Cisl Genova e Liguria, durante il presidio dei lavoratori di Qui Group e Moody in Largo XII Ottobre.

“L’assessore Vinacci convochi immediatamente un tavolo permanente con tutte le parti sociali, è finito il tempo del libro dei sogni quando qualcuno evocava Harrods in quel palazzo lasciato desolatamente vuoto dall’addio della Rinascente. Sono passati diversi mesi e all’orizzonte non c’è traccia nemmeno di un’ipotesi. Servono fatti, le parole hanno stancato centinaia di lavoratori che sono senza posto di lavoro e un futuro drammatico davanti a loro”.

Tuona anche la Cgil: “L’effetto domino che avevamo preannunciato si sta drammaticamente verificando con oltre 400 lavoratori genovesi senza lavoro – scrive Carmassi (Filcams) Denunciamo l’assenza delle istituzioni che fanno orecchie da mercante, mentre da tempo chiediamo un tavolo di crisi sul commercio per dare una risposta al settore e a chi ha perso il posto di lavoro”.