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Lavoro, i sei falegnami “espropiati” dalla gronda avranno un altro lavoro. Accordo tra Regione e Autostrade per l’Italia

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Genova. Trovato accordo tra Regione Liguria e Autostrade per l’Italia assicurare la ricollocazione dei sei lavoratori della Falegnameria Voltrese, espropriata dalle opere della Gronda autostradale di Genova. Grazie all’intesa siglata con le Istituzioni l’azienda che versava già in condizioni di difficoltà, prima della previsione di realizzare l’opera pubblica, ha potuto beneficiare di uno strumento di tutela per garantire un reddito adeguato ai lavoratori e alle loro famiglie.

Lo comunica l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Regione Liguria, Comune di Genova, Autostrade e rappresentanti del sindacato delle costruzioni (Fillea – CGIL, FILCA – Cisl, FENEAL Uil). Il protocollo è stato preso a modello per ampliare la Legge del PRIS, sulle aziende interferite dalle opere pubbliche, prevedendo per la prima volta una tutela occupazionale a garanzia dei lavoratori che dovessero perdere il proprio posto a causa della realizzazione di opere strategiche infrastrutturali.

Con la sottoscrizione dell’accordo Società Autostrade si è anche impegnata a verificare la possibilità di ricollocare i sei lavoratori nell’ambito delle opere in corso in Liguria, in cantieri già esistenti o in procinto di partire, in attesa che prenda il via la Gronda, opera fondamentale per il territorio ligure.

“Con questo atto tutte le parti si sono impegnate – spiega Giacomo Giampedrone, assessore regionale alle Infrastrutture – a non disperdere il lavoro e le professionalità presenti sul nostro territorio. Grazie alla Legge del PRIS balzata all’onore della cronaca dopo quanto accaduto nell’ultimo anno, essendo stata applicata tra le disposizioni normative del decreto Genova, il protocollo sottoscritto ha consentito di trovare le giuste sinergie tra aziende in difficoltà e opere strategiche, come la Gronda di Genova. Un’infrastruttura necessaria per non condannare la Liguria all’assedio del traffico, ad un crescente inquinamento e non danneggiare gravemente ogni prospettiva di sviluppo e di una mobilità migliore nel territorio”.