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Italiani, felici e corrotti. Pubblicato World Happiness Report: Bel Paese sale in classifica, ma a modo suo

Oggi è la Giornata Mondiale della Felicità, ma non abbiamo molto da festeggiare

Genova. In pochi forse lo sanno, ma il 20 marzo, secondo le Nazioni Unite, è la giornata mondiale della felicità, e, come ogni anno, è il giorno in cui viene pubblicato il report sulla classifica mondiale dei paese “felici”.

Il 2019 regala una piccola sorpresa: rispetto al trend degli ultimi anni, l’Italia è tornata a prendere posizioni, passando da un 48° posto ad un più dignitoso 36°, scavalcando, tra li altri, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Al primo posto rimane stabile la Finlandia, da Danimarca e Norvegia.

La classifica è redatta incrociando rilevazioni statistiche con percezione degli abitanti; i criteri principali sono sei: il reddito medio pro capite, l’aspettativa di vita sana, il supporto delle reti sociali, il livello di libertà personale, la generosità e la percezione della corruzione nell’amministrazione.

E quindi se si guardano questi dati, le notizie positive finiscono qui: il nostro paese è comunque meno felice del triennio 2005/2008 e continua ad avere seri problemi con la corruzione, per la quale è al 128 posto, il peggiore in Europa insieme alla Slovacchia. Anche la libertà individuale non è messa molto bene: 132 esimi, questa volta ultimi proprio.

Il rapporto, consultabile a questo indirizzo web prova poi ad interpretare questi dati trovando delle correlazioni tra felicità, benessere con le scelte politiche: viene preso il caso francese, dove il successo della destra della Le Pen è proporzionale al malessere sociale: più si è infelici e più si vota ‘a destra’. Una analisi che difficilmente trova una corrispettivo italiano, dove la destra aumenta il consenso, ma anche felicità, corruzione e mancanza di libertà personale. Il solito made in Italy: e vissero tutto felici e corrotti.