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Isola ecologica a Levante, le ipotesi sul tavolo: deposito Aster di via Carrara, via Anemoni e l’ex Plinthos. Tutti i pro e i contro foto

La discussione, anticipata in consiglio comunale, sarà ripresa in municipio nell'assemblea di lunedì 11 marzo

Genova. Eppur si muove. Dopo l’empasse degli anni scorsi sulla localizzazione dell’isola ecologica di levante, il tema torna prepotentemente sul tavolo della riorganizzazione degli spazi di Amiu.

L’assessore ai rifiuti del Comune di Genova Matteo Campora, durante l’ultimo consiglio comunale, ha anticipato che l’amministrazione civica chiederà ad ogni municipio attualmente sprovvisto di isole ecologiche di presentare delle aree papabili da attrezzare in tal senso. Per il municipio Levante, stando a quanto detto dallo stesso assessore, sul tavolo ci sarebbero già delle ipotesi, presentati dallo stesso presidente Carleo.

Un punto importante, soprattutto se si guarda alla dialettica, anche feroce, che negli anni scorsi ha sempre “affondato” le varie soluzioni presentate, quella di Quarto su tutte. Nel prossimo consiglio municipale se ne discuterà, ma si possono già paventare quelle saranno, con buone probabilità, le ipotesi in campo, secondo le indiscrezioni in arrivo dai territori interessati.

Quella potenzialmente più facile da attrezzare e predisporre è l’area Aster di via Carrara, accessibile da corso Europa. Un’area già a disposizione del comune e facilmente raggiungibile da parte dei cittadini. “Il problema sarebbe che Aster stessa perderebbe un deposito mezzi a Levante – spiega Michele Raffaelli ex assessore municipale che commenta per Genova24 le indiscrezioni – e questo sarebbe da recuperare in altri posto al momento non facilmente individuabili”.

Sul piatto potrebbe finire anche l’area di via degli Anemoni, la strada “interrotta” sulle alture di Quarto, la cui parte terminale è oggi occupata da un deposito di bidoni. “Anche questa zona potrebbe presentare dei problemi – continua Raffaelli – in primi per la piccolezza, e poi per la presenza di un passo privato la cui gestione ha sempre creato difficoltà”.

Sembrano invece più difficili le soluzioni di Quinto, in uno spazio oggi privato vicino al cimitero, che però avrebbe dei costi di predisposizione più ingenti, e gli enormi spazi della ex Plinthos di San Desiderio, ancora oggi occupate da un deposito di auto e moto sequestrate, e che da anni aspetta una nuova vita. Quest’ultima opzione sarebbe, infatti, troppo “periferica” e quindi poco fruibile in un’ottica di contrasto alle discariche abusive.

Ogni opzione, comunque, porterà con sé malumori e controindicazioni, ma la situazione genovese per la raccolta rifiuti, dopo il crollo del Morandi, è profondamente in crisi, e necessita di una svolta. Una urgenza che però non può bypassare la necessità di dialogare con i territori, per evitare di mettere i cittadini, ancora una volta, di fronte al fatto compiuto.