Il collettivo studenti genovesi annulla il corteo del 1 aprile: “Boicottati e chiamati fascisti, ma non è finita” - Genova 24
Accuse e polemiche

Il collettivo studenti genovesi annulla il corteo del 1 aprile: “Boicottati e chiamati fascisti, ma non è finita”

Su instagram la ‘storia’ fatta di comunicati e polemiche. Il volantino degli antifascisti: “Corteo manovrato da Casapound e Giovine Italia”

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Genova. Comunicati, volantini, boicottaggi e polemiche. La si può leggere tutta sul social più amato dai giovanissimi la storia del flop del secondo corteo annunciato dal neonato collettivo degli studenti genovesi che a febbraio aveva portato in piazza mille ragazzi contro la nuova maturità.

Un movimento che da un lato aveva stupito un po’ tutti per i numeri, vista l’assenza da qualche anno di partecipate manifestazioni esclusivamente di studenti, tanto più che il collettivo era nato quasi dal nulla in poche settimane. Dall’altro aveva fatto storcere il naso a molti per la presenza in piazza di bandiere tricolori, mai viste in un corteo di studenti. Quantomeno a Genova. Difficile non pensare a una vicinanza con l’estrema destra (e uno dei leader del neonato movimento è un ex militante di Blocco studentesco, il raggruppamento giovanile di Casapound). Ma i protagonisti della scelta tricolore si sono sempre difesi spiegando di appartenere alla Giovine Italia: mazziniani e rivoluzionari quindi, ma non fascisti.

Fatto sta che un mese fa il collettivo aveva lanciato un nuovo corteo, che si sarebbe dovuto svolgere l’ultima settimana di marzo, poi posticipato al 1 aprile. “Ci vogliono imbelli, ci avranno ribelli” si leggeva sul volantino che annunciava la manifestazione, pubblicato su Instagram dal collettivo. Un corteo contro i “tagli all’istruzione e le riforme calate dall’alto”. Sempre sui social alcuni appuntamenti per assemblee settimanali, non esattamente affollate. Infine, due giorni fa un lungo comunicato che annunciava l’annullamento del corteo non senza pesanti polemiche: “Abbiamo condotto dei sondaggi – hanno scritto – per sapere se i rappresentanti avessero o meno sparso la voce” e “tranne alcune eccezioni… il risultato è stato negativo e inaspettato”. Per il collettivo degli studenti genovesi “i rappresentanti hanno tradito il loro ruolo che è di sua natura sindacale e contestatorio”. L’appello agli studenti è quello a “nominare persone degne della carica e non gentucola disinteressata alle faccende scolastiche”.

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Ma non è finita. “Gli avvenimenti di questi ultimi giorni – conclude il comunicato – ci hanno dissuasi a intraprendere nuove iniziative almeno finché non si siano chiarite le nostre posizioni e non siano zittite le voci diffamatorie”. Il riferimento si capisce leggendo un altro comunicato dello stesso collettivo apparso il 20 marzo che che contestava alcuni volantini attaccati davanti alle scuole genovesi. Questi volantini firmati “studenti antifa” attaccavano gli organizzatori del corteo del 18 febbraio: “La manifestazione del 18 febbraio è stata strumentalizzata dalle strutture giovanili di Casapound e dalla Giovine Italia con l’utilizzo improprio del tricolore facendogli assumere un significato divisivo e discriminatorio. La scuola e gli studenti non hanno bandiere né padroni. Boicottiamo le iniziative del collettivo studenti genovesi”. I volantini che attaccavano cono “Una volta è già troppo, corteo studentesco manovrato dai fascisti no grazie”, si chiude con un altrettanto eloquente “fuori i fascisti dalle manifestazioni studentesche”.

Se boicottaggio doveva essere, il risultato è stato raggiunto ma il collettivo di “patrioti” annuncia battaglia: “Un’organizzazione ben strutturata può fare molto, consentendo a Genova di tornare una città attiva e disposta a lottare. Non è finita”.

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