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Frasi inneggianti al fascismo, il consigliere D’Onofrio denunciato dalla Digos per apologia

L'ipotesi di reato sarà formalizzata nelle prossime ore e il consigliere, espulso dalla Lega, rischia anche l'accusa di diffamazione

Genova. La Digos ha denunciato questa mattina alla Procura di Genova Igor D’Onofrio, il consigliere municipale del medio levante che sulla sua pagina Facebook aveva scritto post e commenti inneggianti alla fondazione del fasci di combattimento.

Il capo di imputazione, che sarà formalizzato dalla Procura nelle prossime ore è apologia di fascismo, reato previsto dalla legge Scelba che punisce non soltanto chi tenta di riorganizzare il partito fascista, ma chi “pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.”

D’Onofrio, che ieri sera è stato espulso dal gruppo della Lega, partito con cui era stato eletto in Municipio, il 23 marzo, giorno in cui cadeva il centenario della fondazione dei fasci di combattimento, aveva scritto per celebrare la ricorrenza: “100 anni fa chi non accettò una vittoria mutilata che offese la patria, decise che fosse necessario unire le forze più dinamiche della società e nacque la più audace, la più originale e la più mediterranea delle idee!” e, a commento del manifesto che sanciva la nascita dei fasci da combattimento: “La Storia, quella con la S maiuscola”.

Ancora in un un altro post aveva attaccato gli antifascisti definendoli “gli infami nipoti dei banditi” per questo oltre all’apologia se l’Anpi o altri sceglieranno di fare denuncia per D’Onofrio potrebbe scattare anche l’accusa di diffamazione.

Nei giorni scorsi a Genova il sostituto procuratore Giuseppe Longo aveva aperto un fascicolo contro ignoti per i manifesti, anch’essi celebrativi della fondazione dei Fasci, che erano stati attaccati a ridosso della ricorrenza a Rossiglione e in alcuni quartieri genovesi.