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Effetto Ponte anche sull’artigianato, Costi: “Aumentano le spese e diminuiscono gli utili”

Genova.  Per adesso il sistema delle imprese artigiane ha retto, anche se bisogna registrare un calo dell’1% che resta, comunque, in linea con il dato nazionale, ma la preoccupazione è che le aziende, sopratutto quelle più piccole, possano non riuscire a sopportare per troppo tempo le ripercussioni negative del crollo di Ponte Morandi. Un‘onda lunga fatta di disagi per i collegamenti, zone diventate “off limits” a causa  dei cantieri, che potrebbe portare, nel tempo, a nuove chiusure.

“Ponte Morandi ha influito molto, anche dal punto di vista psicologico – sottolinea Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato – e noi abbiamo registrato non tanto un calo di fatturato ma una maggiore difficoltà, un aumento dei costi che fa diminuire gli utili per le imprese. A pagare le conseguenze non è solo la zona arancione, quella attorno a ponte Morandi, ma anche tutto il resto della città. Ci sono molti dati che ci segnalano difficoltà indirette, anche se le misure economiche messe in campo a sostegno delle imprese sono servite, finora, a limitare le chiusure”.

Genova, comunque, riprende il trend nazionale che parla di una crisi che, anche se con numeri lievemente inferiori rispetto agli anni precedenti, sembra inarrestabile. Secondo gli ultimi dati infocamere disponibili a Genova la filiera artigiana nel 2018 conta 22.344 microimprese. Nel corso dell’anno sono state registrare 1.216 nuove aperture d’attività mentre le chiusure sono  1.452 chiusure, con 236 microimprese in meno per un calo dell’1%. 

Per quanto riguarda i vari settori nel comparto manifatturiero hanno aperto 158 realtà, mentre le chiusure sono state 215, -1,5% sulle 3.694 imprese totali del settore. Per le costruzioni: 10.596 microimprese complessive, 614 nuove aperture e 722 chiusure (riduzione dell’1%). Alloggio e ristorazione: 819 imprese con 72 aperture e 76 chiusure nell’anno mentre i servizi: 3.679 imprese totali a Genova vedono dati invariati, esattamente 236 aperture e 236 chiusure).

Un dato analogo a quelli di tutta la Liguria dove le perdite di imprese (3.092 unità) hanno superato le nuove aperture (2.662), per un saldo finale negativo di 430 unità (-1%) su un totale di 43.402 microimprese artigiane. “Abbiamo ancora un saldo negativo – sottolinea Costi – anche perché nella nostra regione, come in tutta Italia, l’artigianato ha difficoltà a ripartire. Si tratta di difficoltà strutturali, che possono essere affrontate a livello nazionale con la riduzione della tassazione, ma anche a livello regionale – conclude – con misure come la semplificazione burocratica e una maggiore attenzione per l’accesso al credito”.