Posizione ostinata e contraria

Continua la guerra a colpi di esposti, dopo amianto e Corte dei conti dal convegno “Salvare il ponte” l’annuncio di altre azioni legali

Genova. Un nuovo esposto relativo alla demolizione e ricostruzione di ponte Morandi potrebbe essere depositato nei prossimi giorni in Procura a Genova. “Contro l’uso dell’esplosivo per vincolare il viadotto come opera d’arte e luogo della memoria”. Lo ha detto Giovanni Spalla, architetto e promotore del convegno nazionale “Salvare il ponte”, svolto oggi nel capoluogo ligure con lo scopo di rimettere in discussione la demolizione dei monconi est e ovest del viadotto Polcevera.

Tra i partecipanti alle varie sessioni ingegneri, avvocati, architetti, esponenti di comitati, ambientalisti, i quali hanno criticato la demolizione del ponte da diversi punti di vista: da quello dell’inquinamento e della pericolosità per la possibile presenza di amianto, quello del risparmio di denaro pubblico, quello della conservazione di un’infrastruttura storica. L’architetto Spalla ha presentato alcuni dei 18 progetti alternativi alla demolizione.

Tra le idee anche quella di rivestire le corsie con delle gallerie fonoassorbenti e fasciate di pannelli fotovoltaici per ridurre le emissioni acustiche e rumorose. Tra i relatori Enzo Siviero, rettore Università telematica eCampus, che ha parlato di “ponticidio” e per cui il progetto ispirato al disegno di Renzo Piano “rappresenta la banalità più trita, il nulla tecnico e culturale ed è privo di innovazione, neppure paragonabile alla grande del disegno di Morandi”.

Anche Siviero annuncia un esposto, ma nei confronti del ministero dei Trasporti, “Ho scritto più volte al ministro Toninelli per avere risposta ad alcune domande, intanto per capire perché spendere 300 milioni anziché 100 – afferma il docente – per questo presenterò un esposto per omissione d’atti d’ufficio”.

Alla fine del convegno, concluso con un acceso confronto tra i partecipanti e Maurizio Michelini, presidente dell’ordine degli ingegneri di Genova e rappresentante della struttura commissariale, è stata votata una mozione comune che chiede, appunto, alle istituzioni di prendere in considerazione un passo indietro e pensare a salvare almeno le pile 10 e 11 del ponte Morandi.