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Conte dagli abitanti ai confini della zona rossa tra selfie e promesse: “Abbiamo la soluzione per aiutarli”

Il presidente del consiglio in via Capello ha rassicurato sulla questione salute e amianto e ha incontrato gli ex dipendenti delle aziende Lamparelli, Vergano e Piccardo

Genova. “Abbiamo trovato una soluzione, ci sono le risorse finanziare appostate ma dobbiamo trovare solo una formula per liberare queste risorse e rendere possibile una serie di aiuti per questa parte di popolazione”, così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine dell’incontro con i comitati dei residenti al confine con la zona rossa di ponte Morandi e per i quali non sono stati previsti indennizzi né dal decreto Genova né dalla legge finanziaria. “Siamo soddisfatti come potrebbe essere diversamente – dice il presidente del comitato Abitanti ai confini della zona rossa Fabrizio Belotti – avevamo bisogno di un appoggio governativo e lo abbiamo avuto, il premier ci ha assicurato che i soldi ci sono”.

Il premier ha assicurato, infatti, che “la soluzione c’è già”. I residenti, in particolare, chiedono un contributo che permetta loro di trasferirsi temporaneamente altrove e di non dover patire i disagi legati al cantiere di demolizione e ricostruzione del viadotto Polcevera. Le 300 famiglie interessate chiedono almeno 1500/2000 euro al mese per tutto il tempo per cui insisterà il grande cantiere del nuovo viadotto Polcevera.

Conte, che era accompagnato dal sindaco di Genova Marco Bucci, dal presidente della Regione Toti, dal sottosegretario Edoardo Rixi e dalla prefetto di Genova Fiamma Spena, ha rassicurato i cittadini sul tema dell’amianto. “Siamo d’accordo sulla necessità di portare avanti le cose per bene e con la massima cautela, ma anche con la massima determinazione” e ha spiegato che “le percentuali di amianto trovate all’interno del ponte sono infinitesimali, non sarebbero state neppure percepite in un cantiere normale – ha affermato il premier – ma qui vogliamo fare le cose al meglio e nel rispetto massimo della tutela della salute”.

Fuori dal gazebo dove si è svolto l’incontro con una delegazione dei comitati molti striscioni “Ambiente + salute = vita”, “Via Porro deve vivere”, “La zona arancione R-esiste”. Conte ha incontrato anche i lavoratori delle tre aziende della zona rossa che hanno chiuso i battenti: “Solo quattro su una ventina a non aver ancora trovato una nuova occupazione – ha detto il presidente del Consiglio – ma stiamo lavorando anche per loro”.

Al termine dell’incontro, durato oltre un’ora, all’interno del gazebo, il premier si è fermato a salutare i cittadini che attendevano per strada. Molte richieste di aiuto, qualche battuta scambiata e numerosi selfie a cui il presidente del consiglio si è prestato.