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Ceranesi, ancora chiusa la strada di Santa Marta. Domani il “flash stop” del M5S

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Genova. “Nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni locali, la strada provinciale di Ceranesi, sulla sponda sinistra del torrente Verde, è ancora chiusa in barba alle sacrosante richieste dei cittadini di messa in sicurezza e ripristino della regolare viabilità. Insiste, infatti, il pericolo di smottamento del versante sovrastante l’arteria di collegamento tra bassa e alta Valle”, lo fa notare il Movimento 5 Stelle in Regione Liguria sposando le proteste dei cittadini e del M5S in Comune a Ceranesi.

“Continuano i disagi per i residenti del quartiere di Santa Marta e intanto il commercio di questa piccola borgata lentamente muore – denuncia il capogruppo in Consiglio comunale Gerardo Altosole -. Inconcepibile il silenzio sia dell’amministrazione comunale sia di quella metropolitana! Per denunciare l’immobilismo che sta mettendo in ginocchio l’intero quartiere, il M5S organizza una protesta di fronte al Palazzo comunale: alle 14.00 del 29 marzo, subito prima che incominci il Consiglio comunale previsto alle 15.00, una panchina nera accoglierà la Giunta in piazza. Rappresenta la maglia nera che simbolicamente attribuiamo alla Giunta e la morte della borgata di Santa Marta. Sappiamo che i cantieri in zona sono stati avviati ma, stando al calendario dei lavori, per la riapertura si dovranno aspettare almeno 2 anni”.

“Non ci sono scuse. Ricordiamo che il Governo, con il decreto di gennaio, ha sbloccato fondi e avviato iter di sburocratizzazione per i piccoli comuni affinché questi possano mettere in sicurezza strade e scuole di competenza. Si tratta di centinaia di milioni di euro, con cui si sarebbe potuto far fronte all’emergenza della strada provinciale con tempistiche decisamente più ristrette – dichiarano la capogruppo regionale Alice Salvatore e il consigliere regionale Marco De Ferrari -. Le lunghe tempistiche delle amministrazioni sono dunque inaccettabili: mancando il passaggio veicolare, il quartiere potrebbe assistere a un inesorabile, drammatico declino e molti commercianti potrebbero essere costretti ad abbassare definitivamente la saracinesca”.