Amatori Genova: una grande famiglia, dal minirugby alla Serie B - Genova 24
Il rugby dei giovani

Amatori Genova: una grande famiglia, dal minirugby alla Serie B

Paolo Bocca ci spiega la realtà blaugrana, che ha sede a Sant'Olcese

RUGBY

Sant’Olcese. Di settimana in settimana le attività della propaganda del rugby ligure si sviluppano sul territorio regionale ed anche lo scorso weekend sono scesi in campo numerosi rugbisti alle prime armi.

È un’attività delicata che va seguita con molta attenzione ed anche a Sant’Olcese, situato alle spalle di Genova, nell’alta Val Polcevera, questo movimento è da sempre stato curato con molta attenzione dai vari dirigenti e dai tecnici del club dell’Amatori Rugby Genova.

Domenica scorsa sul sintetico del borgo, immerso nel verde della valle, si è disputato un classico raggruppamento dedicato agli Under 12 e, a seguire il team blaugrana c’era Paolo Bocca, che ormai da anni segue queste attività: “Non ho mai lasciato questo impegno, ma ammetto che qualche mese fa mi scoraggiai molto. Durante l’inverno lo sappiamo bene le presenze scendono, forse anche per la mancata cultura educativa dei genitori, i quali tendenzialmente puntano a proteggere i propri figli, facendogli evitare del freddo, quando invece gli stessi ragazzini vorrebbero frequentare ugualmente il campo per giocare, prendere anche il freddo, giocare con il bagnato, anche questo aiuta a farli crescere. Nel percorso della vita sappiamo che sorgono sempre difficoltà e divertirsi ed affrontare di petto le difficoltà non può che far crescere tutti i giovani“.

L’Amatori Rugby Genova pratica minirugby dai più piccini, ma mette in campo anche tutte le altre categorie Under 14, Under 16 e Under 18 partecipando a tornei di buon livello, stimolati anche dalla squadra senior attualmente impegnata in un’importante campionato nazionale di Serie B. Ma il mondo del minirugby vive in una dimensione tutta sua.

“Ho un amico irlandese che mi dice che da noi in Italia lo sport, è sport… invece nei paesi anglosassoni lo sport è… educazione. Lo sport è un passaggio fondamentale nell’educazione in quanto nello sport i giovani cominciano ad affrontare i grandi quesiti della vita, ed in maniera semplice. Da noi sul campo invece, per molti genitori, è semplicemente un divertimento, un… muoviti che ti fa bene. E questo è un grande gap che abbiamo rispetto ai paesi anglosassoni”.

Questione di mentalità logicamente, e rimanendo nel nostro piccolo mondo del rugby giovanile regionale come naviga questo Amatori?

L’Amatori è nata così, punta sempre sulla famiglia, questo fin dal giorno che fu fondato da Massimo Rattazzi, ed ora Paolo Barabino è il suo degno erede – replica Bocca -. Big family, come ci chiamiamo noi, però sempre indirizzati verso un certo valore, e noi su questo principio ci stiamo lavorando. Stiamo portando avanti un tipo di lavoro, un progetto anche con i genitori dei bambini per cercare di smussare, senza alcuna presunzione, gli eventuali problemi e necessità dei singoli”.

Certo che l’Amatori di passi in avanti ne ha fatti proprio tanti e l’impegno per il rugby nelle scuole, i tornei di beach rugby destinati anche ai giovanissimi hanno portato gradualmente ad un movimento rugbistico giovanile, minirugby compreso, da non sottovalutare.