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8 marzo, la presidente Anpi Carla Nespolo: “Se tornano indietro i diritti delle donne torna indietro tutta la democrazia”

Per la presidente Anpi "E' importante stare in piazza perché se il popolo non protesta e non vigile conservazione e reazione fanno capolino"

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Genova. “Oggi in particolare che è l’8 marzo gridiamo forte alle donne e agli uomini di fare attenzione perché se dovessimo tornare indietro noi con i nostri diritti fondamentali tornerebbe indietro tutta la democrazia italiana, perché nel Novecento il cammino delle donne è stato il cammino della democrazia”. Lo ha detto il presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo a margine del convegno “Donne per la liberà” organizzato da Camera del Lavoro, Sindacato Pensionati Cgil Genova e Anpi provinciale.

Nespolo ha ricordato il ruolo fondamentale “ma anche per molto tempo non riconosciuto” delle donne durante la Resistenza e anche nella stesura della Costituzione: “Erano poche, solo 21, molte erano state partigiane – ha spiegato – e contribuirono tutte insieme al di là delle diverse opinioni politiche a scrivere le pagine più belle della Costituzione italiana a partire all’articolo 3 che vieta le discriminazioni.

Non a caso la prima delle discriminazioni che la Costituzione viene è quella basata sul sesso”. Tornando alla situazione attuale Nespolo ha chiarito che “se fino ad oggi rispetto ai diritti conquistati negli anni Settanta ci sono state spesso degli ostacoli di applicazione” citando come esempio la questione “dei medici obiettori negli ospedali pubblici” oggi la situazione “è più grave in quanto abbiamo addirittura la teorizzazione del ritorno indietro”.

La presidente dell’Anpi ha citato l’esempio del convegno che si terrà a Verona il 30 marzo “organizzato da un’associazione internazionale antifemminista, razzista e omofoba che verrà ricevuta dal presidente della Regione Veneto e dai ministri del Governo”. L’Anpi ha aderito e parteciperà ai cortei femministi indetti per questo pomeriggio dalla rete nazionale Non Una Di Meno: “In piazza è sempre bene starci – ha detto – perché quando il popolo non manifesta non protesta e non vigila ecco che la conservazione e la reazione fanno capolino”.

In riferimento al corteo che si terrà a Roma ha aggiunto: “A Roma la manifestazione non potrà non essere attraversata dall’indignazione di una capitale in cui non si sfratta la sede abusiva di un’associazione fascista come Casapound e si sfratta la casa delle donne”.