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6000 chilometri a piedi per l’Aism, il viaggio di Marco Osky Togni è partito sullo sfondo del Morandi

Impresa per sensibilizzare il Paese sulle condizioni di chi convive con la sclerosi multipla, partenza oggi, ritorno il 30 novembre

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Genova. Zaino in spalla, scarpe da ginnastica, una giacca blu. Marco Togni, Osky per gli amici, 36enne ingegnere con la passione del trekking, sembrerebbe una persona qualunque, mentre cammina in via Walter Fillak, a Sampierdarena. Invece è appena partito per un viaggio a piedi di 6 mila chilometri, 259 giorni, attraverso 18 regioni d’Italia. Per un buon motivo.

L’impresa si chiama #osky4aism. Marco è un volontario dell’associazione italiana per la lotta alla sclerosi multipla e ha deciso di tentare questo viaggio per raccogliere fondi per l’Aism. Non è un caso se la partenza è stata all’ombra della pila 10 di ponte Morandi.

Aims ha la sua sede a Genova. Il Comune ha patrocinato questa iniziativa. Il ritorno di Marco Togni sarà a Genova, il prossimo 30 novembre. La partenza oggi 17 marzo, in ricordo dell’unità d’Italia. E l’unità sarà il racconto delle tante persone con sclerosi multipla che, lungo il suo percorso, racconteranno a Marco come si vive affrontando la malattia.

Tutta l’avventura si potrà seguire sui social. Il viaggio è raccontato da Marco Togni attraverso storie su Instagram e Facebook sul profilo e sul gruppo #osky4aism. Camogli, Rapallo, Levanto, Framura saranno le prime tappe, liguri.

Venerdì scorso Osky ha incontrato il sindaco di Genova Marco Bucci, il quale ha firmato la Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla. “C’è chi sa mettersi in gioco per gli altri e la testimonianza di Marco Togni dà il senso di cosa significa spendersi per il prossimo” commenta Bucci – Sarò con lui a muovere i primi passi di questa camminata che attraverserà tutta Italia.

“Mi impegnerò a far capire a tutti, che la SM non è solo una malattia, ma una condizione di vita, che rappresenta una vera e propria emergenza per le persone e per la società – dice Marco Togni – Porterò con me anche la Carta dei Diritti delle persone con SM là dove ancora non è stata firmata, là dove non si conosce. Perché è giusto far capire i diritti delle persone dall’inclusione sociale al diritto alla cura ,alla ricerca scientifica ma anche diritto al lavoro e a una buona qualità di vita”.