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Viadotto Polcevera, verso la ricostruzione: in Fincantieri è arrivato l’acciaio da lavorare per impalcati come carene di navi

Il 31 marzo è la data "best option" per iniziare la fase costruttiva. Ma si attende ancora la valutazione di impatto ambientale sul progetto

Genova. In attesa della valutazione d’impatto ambientale per il progetto di ricostruzione del ponte sul Polcevera che dovrà arrivare dal ministero – questa settimana il commissario Marco Bucci invierà parte del team della struttura nella capitale per arrivare a questo risultato – ci si avvicina a spron battuto verso la data che, nella “best option” del sindaco-commissario, dovrebbe corrispondere con l’inizio della ricostruzione stessa: il 31 di marzo.

Poco più di un mese per iniziare a costruire, mentre si continua a demolire, magari iniziando a scavare per le nuove fondamenta, ovviamente sul lato ovest, che dopo i primi 10 giorni di marzo vedrà scomparire – demolita con l’esplosivo – la prima delle pile, la 8.

Alla ricerca di dettagli concreti su come e dove il ponte sarà costruito nelle sue parti, prima di essere trasportato e assemblato in loco, emerge che – finalmente – all’interno dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente sono già arrivate alcune delle lamiere di acciaio che saranno utilizzate per costruire i piloni e impalcati. A confermarlo è la Fiom Cgil. Non è escluso che alcune componenti saranno costruire in altri cantieri del gruppo e poi trasportate a Genova, ma una cosa è certa: a Sestri Ponente, risolti alcuni problemi di spazio, si è pronti per lavorare il materiale.

Materiale – acciaio – che difficilmente potrà essere quello dei vicini di casa di Arcelor Mittal. Il giorno della firma del “contratto unico” a demolitori e costrutto Bucci aveva suggerito che per sarebbe stato un peccato non approfittare dell’esperienza ex Ilva, oggi Arcelor Mittal, ma il tutto si è fermato a una suggestione. Perché se è vero che un tempo Fincantieri si basava sulla produzione di Ilva, dopo la grande crisi dello stabilimento aveva cambiato fornitori e da allora non ci sono state svolte significative.

D’altronde gli impalcati, nel progetto di ponte vincitore – su idea di Renzo Piano – avranno proprio la forma di carene di nave e, semplificando il concetto, come tali saranno costruiti.

Altro dato di fatto è che gli aspetti progettuali e tecnici saranno portati avanti da Italferr, società del gruppo Fs che si occupa di progettazione, e Infrastructure, la controllata (da pochi mesi) da Fincantieri (a sua volta controllata da Fintecna, finanziaria della Cdp del Tesoro) che si occupa di progettare e realizzare infrastrutture in acciaio. Quest’ultima, sede legale a Trieste e operativa a Verona, è però una piccola azienda (una decina di dipendenti) e i ponti in lavorazione, in Belgio e sul Ticino, per quanto avanzati a livello di tecnologie sono strutture “limitate” rispetto all’imponenza del progetto del viadotto Polcevera.

Generica

Il progetto. L’infrastruttura sarà realizzata sulla stessa giacitura del Ponte Morandi, con i necessari adeguamenti normativi alla selezione dell’impalcato ed ai raggi di curvatura degli svincoli e delle immissioni, quindi leggermente spostato verso valle (circa 20 metri). Per ottenere una sezione ridotta dell’impalcato verranno realizzati numerosi appoggi.
Il progetto prevede 19 pile in cemento armato di sezione ellittica (3×9,5 metri) posizionati con un passo costante di 50 metri, ad eccezione della campata sul torrente Polcevera e sulle linee ferroviarie, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri. L’impalcato è realizzato in struttura mista acciaio – calcestruzzo con un’altezza complessiva della carpenteria metallica di 4,3 metri al centro della sezione di impalcato. Sono previste tre corsie per senso di marcia in ottemperanza della normativa vigente per infrastrutture di questa categoria. Il bordo del ponte è caratterizzato da una barriera protettiva antivento su disegno che integra un sistema di approvvigionamento energetico fotovoltaico.