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Università, in arrivo la ‘deplastificazione’ dell’ateneo. Borracce brandizzate e distributori per gli “sfusi”

La notizia comunicata in occasione della presentazione del "Bilancio di sostenibilità"

Genova. L’università di Genova lancia la sfida “green” e, già entro il prossimo anno, potrebbe eliminare completamente le plastiche monouso, con un risparmio stimato di quasi 200 tonnellate di plastica all’anno.

Un segnale importante per quella che è, in tutti i sensi, una piccola città con 35 mila abitanti che ogni giorno si muovono, consumano energia, con un impatto ambientale paragonabile a quello di un’industria cartiera. Sono queste alcune delle novità emerse dalla presentazione del primo Bilancio di Sostenibilità dell’Università di Genova, un documento in cui l’Ateneo, traccia un bilancio sull’attività svolta, con particolare attenzione agli aspetti sociali, ambientali e alla questione di genere.

“La pubblicazione del proprio bilancio, la certificazione della propria impronta ambientale e la messa in atto di azioni concrete che puntino alla sostenibilità – spiega il Rettore dell’Università di Genova, Paolo Comanducci – testimoniano la volontà dell’Ateneo di porsi in una prospettiva internazionale e locale rafforzando una forma di dialogo con i propri stakeholder per fare dell’Università di Genova un protagonista sempre più attivo del progresso sociale, civile, culturale ed economico della nostra regione”.

In questo percorso, quindi, si pongono le iniziative messe in atto dall’ateneo. “Il primo intervento sarà sui distributori automatici – spiega Adriana Del Borghi, delegata alla sostenibilità ambientale dell’Università di Genova – e nel bando ci sarà la richiesta di eliminazione della plastica monouso, sia per l’acqua che per i succhi di frutta e le merendine. Stiamo, quindi, valutando di fornire alle nuove matricole delle borracce, con il brand dell’Università, a questo si aggiungeranno controlli specifici, con Amga, per la qualità dell’acqua. Ogni borraccia, poi, attraverso un contatore, permetterà di capire il risparmio di plastica”.

A questa misura si aggiunge quella della traccia energetica, che vede l’ateneo genovese come esperienza unica a livello italiano. “Abbiamo fatto un’impronta delle emissioni di gas serra del nostro ateneo – sottolinea Michela Gallo, commissione sostenibilità ambientale – valutando il consumo dei combustibili e la mobilità degli studenti e del personale, e abbiamo stimato un consumo di 26mila tonnellate di Co2, che è una quota abbastanza significativa. La nostra ambizione, quindi, è di ridurla sia intervenendo sulla mobilità che sui consumi energetici diretti dell’ateneo”.