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Turismo a Genova: nel 2018 ha tenuto, ma è mancata la grande mostra. Albergatori: inizio 2019 poco incoraggiante

Per gli alberghi di prima fascia il 2018 non è stato molto positivo, si attendono i grandi eventi del 2019 e un ritorno del turismo congressuale

Genova. Il 2018 turistico, nonostante ponte Morandi, per Genova si è comunque concluso con un saldo positivo del 3,72% per gli arrivi e del 2,42% per le presenze (ossia il numero di pernottamenti). Il dato è in controtendenza rispetto a un 2018 non esaltante per la Liguria. Tradotto in cifre: nel 2017 erano stati poco più di 879 mila i turisti registrati in città, mentre nel 2018 sono stati 911.832. Le notti trascorse in città sono state 1.907.665 contro le 1.862.584 del 2017.

Non è però quello che hanno registrato gli albergatori genovesi, soprattutto i 4 e 5 stelle, come spiega Laura Gazzolo, vicepresidente di Confindustria Genova, sezione turismo e cultura: “Noi anticipiamo i cali e le crisi – racconta – com’è accaduto nel 2008, per gli alberghi di prima fascia, non è stata una bella annata. Abbiamo tenuto ma senza crescita, grazie agli stranieri. Per 3-4 anni che il trend era stato buono, nel 2018 no”.

A novembre l’unica percentuale positiva dopo il disastro Morandi: un +7,65% di arrivi e un +10,19% di presenze, segno che le dinamiche turistiche probabilmente seguono comunque filoni particolari (anche legati al calendario e ai ponti).

Queste cifre intanto suggeriscono che a Genova si pernotta ancora troppo poco, probabilmente non più di 2 notti. Inoltre, andando a dividere i turisti tra italiani e stranieri, si scopre che anche quest’anno sono le provenienze dall’estero la maggioranza: poco meno di 467 mila gli arrivi contro i circa 445 mila italiani. Lo straniero ha aumentato i pernottamenti: dagli 899 mila del 2017 ai 932.742 del 2018, un aumento del 3,69% contro un +1,24% dei turisti italiani.

Provando a fare un’analisi anche piuttosto banale, il turista straniero probabilmente non ha ancora bisogno di motivazioni particolari per visitare la città: Genova sta comparendo sempre di più su riviste (specializzate e non) estere come meta tutta da scoprire. Diverse, probabilmente, le aspettative dei turisti italiani: al di là dell’Acquario, che è comunque sempre un traino, probabilmente è anche mancata l’attrattività di una mostra di richiamo a Palazzo Ducale. Sinora non sono stati ancora comunicati i dati di affluenza di Paganini Rockstar, coraggioso tentativo di andare oltre a un’esposizione di quadri, ma forse non così attrattiva per chi arriva da fuori. Gazzolo conferma: “In autunno stavolta è mancata la grande mostra, purtroppo Paganini non ha lo stesso appeal di un Van Gogh o degli impressionisti, com’era invece accaduto negli ultimi anni. Abbiamo fiducia comunque nel Ducale”. Ducale che proprio domani presenterà le iniziative e gli eventi per il 2019. Sul suo profilo Facebook, il nuovo direttore Serena Bertolucci ha già annunciato che intende organizzare, con importanti musei, esposizioni di pezzi delle loro collezioni, a sostegno di una nuova ripartenza cittadina.

L’inizio di questo 2019 per gli albergatori non è stato incoraggiante: “Gennaio e febbraio sono notoriamente bassa stagione per noi – aggiunge Gazzolo – ma abbiamo registrato meno richieste dei cosiddetti grossisti, ossia i tour operator che si occupano dei gruppi organizzati. Ci auguriamo comunque almeno un 2019 stabile. Il Comune sta lavorando per accontentarci, rilanciando il turismo congressuale, che porta in città tante persone, spesso disposte a spendere. Serve una promozione ancora più strutturata”.

Qualche evento di richiamo ci sarà: ad aprile Genova ospiterà una tappa della coppa del mondo di vela (14-21 aprile), per la prima volta in Italia: “lo abbiamo saputo un po’ tardi – commenta Gazzolo – di solito queste grandi manifestazioni hanno tempistiche diverse”. A maggio (dal 9 al 12) invece tornerà Slow Fish: “Nelle ultime edizioni però – ricorda Gazzolo – non aveva inciso più di tanto, anche perché in concomitanza con altri eventi nel Nord Ovest. Spesso il turista non si fermava neanche per il pernottamento, mi auguro che Slow Food torni nuovamente a investire sulla kermesse”.