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Trasferimento minori stranieri non accompagnati, le nuove precisazioni dell’assessore Fassio: “

L'assessore replica agli assistenti sociali: "Non sono in un centro per adulti e nessun percorso formativo è stato interrotto"

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Genova. In merito allo spostamento di alcuni minori stranieri non accompagnati dalle Comunità che li avevano finora ospitati a diversi centri-alloggio, sono apparse – negli ultimi due giorni sulla stampa locale – notizie e prese di posizione alquanto sorprendenti e, in alcuni casi, non rispondenti al vero. Tra queste c’è quella del presidente del Consiglio regionale della Liguria dell’Ordine degli assistenti sociali, Giovanni Cabona”.

È quanto afferma Francesca Fassio, assessore alla politiche Politiche educative e dell’istruzione e alle Politiche socio-sanitarie del Comune di Genova.

“Parto da una questione accessoria, ma che considero indicativa: il dottor Cabona collega la questione Minori non accompagnati alla recente approvazione del Regolamento comunale delle famiglie, asserendo come l’una e l’altra siano figlie del medesimo “clima politico e sociale”. Come può capire chiunque, non è serio mescolare cose in sé diversissime. Quello preso dal presidente del Consiglio regionale della Liguria dell’Ordine degli assistenti sociali, è un vero e proprio crampo logico, figlio – questo sì – di un approccio argomentativo ideologico ed equivoco che un presidente super partes non solo non può, ma non deve permettersi”.

“Ma veniamo alla sostanza della questione: il trasferimento da comunità educative assistenziali a comunità autorizzate al funzionamento per l’ospitalità di ragazzi minori stranieri non accompagnati – ribadisce l’assessore Fassio – ha riguardato sedici minori stranieri, di età compresa tra i 16 anni ed i 18 anni (ancora da compiere, ma prossimi a tale età), tutti con tutore istituzionale, ad eccezione di un caso per il quale risulta essere stato nominato il tutore pochi giorni prima del trasferimento e che presterà il giuramento il prossimo 9 febbraio”.

“Tutti i ragazzi sono stati trasferiti in comunità residenziali dedicate a minori stranieri non accompagnati. Ci tengo a sottolinearlo poiché il presidente Giovanni Cabona, a quanto apprendo dalla stampa, ha affermato una cosa non vera dicendo che i ragazzi sono stati trasferiti in un centro per adulti. Ciò è falso”.

Per l’assessore Fassio “le strutture presso le quali sono stati trasferiti i ragazzi garantiscono standard elevati di accoglienza in base alla normativa regionale e sono specificamente dedicate ai minori stranieri privi di famiglia di riferimento e specializzate nella protezione e nell’accompagnamento all’autonomia ed all’integrazione degli stessi. Tali comunità prestano un’attenzione particolare alla storia migratoria di questi ragazzi, che vengono accompagnati tramite la predisposizione di un piano educativo individuale ad una progressiva integrazione attraverso percorsi di inserimento scolastico lavorativo e sociale”.

“Nessun progetto educativo e di tutela è stato dunque interrotto, con buona pace del dottor Cabona”.

Infine Fassio ricorda che “i ragazzi erano a suo tempo stati inseriti nelle CEA (perlopiù in tempi recenti) non perché portatori di particolari fragilità (condizione che qualifica inserimenti appropriati in questo tipo di strutture ad alta intensità assistenziale), ma perché al momento dell’inserimento il flusso migratorio – soprattutto di ragazzi provenienti dall’Albania – era molto alto e non esistevano, in quel momento, posti disponibili nelle comunità per minori stranieri non accompagnati”.