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Spostamento 16 minori, assessore Fassio risponde: “Adesso in strutture più appropriate, proseguiranno percorso didattico”

Dopo i messaggi di accusa e "sgomento", arriva la replica del comune

Genova. A seguito dello spostamento di 16 minori non accompagnati dalle Comunità Educative Assistenziali ad altre strutture, denunciato nella giornata di ieri da consiglieri dell’opposizione e addetti ai lavori, arriva la risposta dell’assessore alle Politiche educative e dell’istruzione e alle Politiche socio-sanitarie Francesca Fassio.

In una nota stampa viene precisato che: “Nell’ambito di una revisione complessiva del sistema della residenzialità per minori, è stata valutata l’opportunità di effettuare – laddove le condizioni lo permettessero in termini di mantenimento della continuità del percorso scolastico o di frequentazione di CEL, in termini di prossimità alla maggiore età e in termini di brevità della permanenza nelle comunità educative assistenziali – un inserimento di alcuni ragazzi minori stranieri non accompagnati in strutture autorizzate al funzionamento per l’ospitalità di minori stranieri, aventi caratteristiche più appropriate per la specifica funzione di supporto e accompagnamento all’autonomia di tali ragazzi”.

“Le strutture di seconda accoglienza per minori stranieri non accompagnati sono caratterizzate da specifici interventi strutturati appositamente per i minori stranieri privi di riferimenti familiari e sono particolarmente orientate ai bisogni peculiari degli stessi, nel tentativo di connettere al meglio i bisogni di questi ragazzi con l’offerta di servizi ed interventi loro destinati”.

“Sulla base di tali obiettivi, è stato effettuato un approfondimento tecnico sulle condizioni di ciascun minore, con particolare riguardo alla eventuale presenza di fragilità. Conseguentemente si è proceduto individuando 16 ragazzi tra cui 4 di 16 anni che provenivano da una struttura di prima accoglienza, e 12 compresi tra i 16 e i 18 anni (ancora da compiere, ma prossimi a tale età) frequentanti istituti professionali, istituti scolastici di secondo grado, CPIA per corsi di alfabetizzazione, o inseriti in CEL. Tutti potranno proseguire il percorso scolastico/educativo in atto”.