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Salini lancia l’offerta per Astaldi, all’orizzonte lo sblocco dei lavori del nodo ferroviario

Presentata oggi allo scadere dei termini per il concordato del gruppo in crisi di liquidità. Ecco perché la notizia della creazione di un super polo delle costruzioni ci riguarda

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Genova. La notizia, confermata questa mattina dalla nota ufficiale di Salini Impregilo, ci riguarda, eccome. E’ stata presentata la proposta di investimento da parte del gruppo delle costruzioni – attualmente impegnato oltre che sul terzo valico anche sul nuovo ponte di Genova – per Astaldi, altro grande gruppo, da tempo in crisi di liquidità.

Proprio oggi per Astaldi, i cui problemi hanno determinato anche il nuovo stop ai lavori del nodo ferroviario, scade il concordato e l’azienda deve presentare un piano di rientro ai creditori.

Per Salini quello di Astaldi è un vero e proprio salvataggio tra cantieri aperti da mantenere operativi e un indebitamento complessivo di circa 2 miliardi.

Gli obbietti dell’offerta – si legge nella note di Salini – “sono la prosecuzione dei lavori in corso, il mantenimento della catena del valore di Astaldi a supporto della stabilità del settore, dell’occupazione e della valorizzazione delle relative competenze tecniche”. L’intervento di Salini Impregilo è funzionale ad un consolidamento organico nel settore delle costruzioni infrastrutturali e al raggiungimento di una dimensione ottimale preservando la solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

L’operazione, al verificarsi di determinate condizioni, inclusa l’omologa attesa nel 2020, sarà eseguita attraverso un aumento di capitale per €225m (per il 65% del capitale di Astaldi post aucap) in una società sostanzialmente esdebitata e con il supporto di co-investitori di lungo periodo.

“Il supporto di Salini Impregilo al piano concordatario di Astaldi – si legge ancora – rappresenta un’opportunità per creare uno dei maggiori operatori globali con un portafoglio commesse EPC combinato di circa €33mld e oltre 45 mila dipendenti. La complementarietà delle geografie e dei comparti infrastrutturali delle due società contribuirebbe a un rafforzamento della presenza all’estero e al miglioramento del profilo rischio-rendimento del gruppo risultante dall’integrazione”.