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Rumori dei cantieri del Morandi, i report delle centraline dicono “nessuno sforamento” ma non è proprio così

Resi noti i primi dati in nome della trasparenza: in alcune fasce orarie si sono superati i limiti, i tecnici spiegano: "E' il traffico". Inoltre, blackout di una stazione durante lo smontaggio della trave 8

Genova. Sono stati pubblicati sul sito della struttura commissariale per la ricostruzione di ponte Morandi i primi dati rilevati dalle centraline posizionati in alcuni punti – a nord e sud del cantiere – per monitorare la qualità dell’aria e i livelli di rumore. In nome della trasparenza, ogni settimana, vengono resi noti i dati delle rilevazioni. Ma, nel primo report (relativo alla settimana tra il 6 e il 14 febbraio, c’è qualcosa che non torna, almeno agli occhi di chi non è addetto ai lavori.

La buona notizia è che per quanto riguarda il parametro Pm10, le polveri sottili, nelle due centraline (Ansaldo ed edificio Filse-Bic) non sono mai stati superati i livelli di guardia, stabiliti per legge. Anzi, si è rimasti abbondantemente sotto i limiti.

Quella “cattiva” riguarda invece i rumori. Nonostante nel report (realizzato da Sige servizi industriali per l’associazione temporanea d’imprese impegnata nella demolizione di ponte Morandi) sia presente l’annotazione “nessun supero” come commento ai dati rilevati, in realtà non è così.

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I limiti. In base alla normativa – comunque in deroga relativamente ai limiti acustici – le emissioni sonore misurate in facciata dell’edificio più esposto e nel momento di maggior disturbo, non possono superare i 70 decibel dalle 8 alle 9, gli 80 dalle 9 alle 13, i 70 dalle 13 alle 15, gli 80 dalle 15 alle 22, i 60 dalle 22 alle 8.

Alla stazione di rilevamento di corso Perrone 92, per esempio, il 7 febbraio si sono superati i 60 decibel limite nelle ore notturne, ma anche i 70 nella fascia tra le 13 e le 15, dell’8 febbraio. Non solo: il report di Sige chiarisce che la misurazione si è “interrotta alle 8.50 del 9 febbraio a causa di un problema tecnico. La misura è stata riavviata giovedì 14 febbraio alle 16 circa”. Forse si è trattato di una mancanza di alimentazione elettrica alla centralina, ma in pratica non si è il rilevato il rumore durante l’intera fase del trasporto a terra della trave 8 del viadotto Polcevera. Per quanto, per chi c’è stato, l’operazione fosse piuttosto silenziosa.

Sige spiega nel report che il “clima acustico è attribuibile al traffico veicolare lungo corso Perrone, aumentato a causa della chiusura di via 30 Giugno a causa dei lavori sul ponte (la strada è stata chiusa con ordinanza comunale dalle 6 del mattino di giovedì 7 febbraio alle 8e30 di lunedì 11, peraltro l’anomalia potrebbe essere coincisa con il passaggio di un grosso camion o di un’ambulanza). Traffico o meno, però, i superi ci sono stati. Un paio di sforamenti registrati anche alla centralina di corso Perrone 40 (due volte, rispetto ai 70 decibel della fascia 13-15 del 13 e del 14 febbraio). Tuttavia, e qui torna il ragionamento suggerito da fonti tecniche, se il superamento fosse dovuto ad attività di cantiere, avrebbe dovuto verificarsi maggiormente proprio nei pressi della centralina sud, vicina alle demolizioni degli edifici ex Amiu e di altri manufatti.

C’è da aggiungere che la misurazione delle centraline è effettuata per eccesso: il livello sonoro continuo equivalente di pressione sonora ponderata, “A”, e riferito a 15 minuti (900 secondi), è misurato in una posizione di riferimento cautelativa rispetto al riferimento “in facciata” all’edificio più esposto; in altri termini la posizione di misura di trova a una distanza maggiore rispetto a “1 metro dalla facciata”. Inoltre la valutazione sarà approfondita con le misure della settimana successiva e di quelle in corso. Di fatto, spiegano i tecnici, la prima settimana di rilevazione è considerata una sorta di “bianco”, di banco di prova, per tarare le misurazioni nei prossimi giorni.