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Reddito di cittadinanza, la carica dei 1000 genovesi che sono cascati nella burla del sito fake

In tanti hanno cliccato per prenotare l'assegno assistenziale, per poi rendersi conto (forse) che si trattava di un sito web finto

Genova. “Prenota il tuo reddito”. Un pulsante magico. Seguito da un semplice form: nome, cognome, le solite generalità, l’impiego desiderato (opzionale). E un altro pulsante, “invia richiesta”. Tutto semplicissimo, finché non provi a cliccarlo e ti accorgi che si sposta, di continuo, letteralmente scappa…

Se ne sono accorti i 972 residenti a Savona che hanno tentato di compilare il modulo per richiedere online il proprio reddito di cittadinanza. Peccato che quel sito fosse fasullo. La notizia, rimbalzata in tutta Italia, ha fatto ridere, in qualche caso sghignazzare milioni di persone. “Merito” dei ragazzi di Ars Digitalia e del loro esperimento sociale: un portale, www.redditodicittadinanza2018.it, apparentemente pubblicato dall’Inps, che prometteva con pochi clic l’accesso all’agognato reddito.

Il sito, in realtà, è una collezione di perle satiriche. “Made with love from Naples by Ministero dello sviluppo ergonomico”, recita il sito, e si vede: le chicche sono davvero ovunque, pronte a far ridere l’utente più smaliziato e a prendere in giro senza pietà il più credulone. Il logo (che “imita” quello ufficiale) è dell’IMPS, Istituto Mondiale Provvidenza Solare. L’elenco dei lavori offerti è tutto da ridere: rubbish manager (ossia “gestore della spazzatura”), private investigations (investigatori privati), tower of greek dependent (letteralmente “dipendente di Torre del Greco”) o boat rower (“vogatore di barca”).

Generica

E poi ci sono i riferimenti agli immigrati, che meritano un paragrafo a sé nella loro genialità. Innanzitutto l’intero sito ha una versione ad hoc “a misura di immigrato” nel quale tutto il testo viene “tradotto”… ovviamente in burla: e così il “reddido di giddadinanza” diventa “un gondribudo alle famiglie in diffigoldà”. E se provi a tornare indietro, non puoi farlo: d’altronde, ti avverte il sito, “once you go black, you will never come back” (un’allusione pepata alle performance a letto degli uomini di colore). L’importo massimo mensile, poi, cambia a seconda della nazionalità: per gli italiani è di 400 euro al mese (ma devono pagarsi i bolli), per gli immigrati regolari 435 (ma loro il bollo non lo pagano), mentre per gli immigrati irregolari e – attenzione attenzione – i celiaci sale a ben 735, con una priorità di chiamata entro 5 giorni lavorativi.

Una presa in giro articolata e tagliente nei confronti del target percepito dagli ideatori come maggiormente interessato al reddito di cittadinanza: creduloni, persone poco istruite e razzisti. Il “giochino” è finito il 17 dicembre, quando tutte le testate nazionali italiane hanno svelato lo scherzo: da allora i visitatori sono, principalmente, curiosi accorsi a frotte per farsi due risate alle spalle di chi c’è cascato.

Sì, perché qualcuno c’è cascato davvero. Anche a casa nostra. Abbiamo chiesto ad Ars Digitalia i dati relativi alla città di Savona: prima del fatidico 17 dicembre sono state 972 le persone che da Savona si sono recate sul sito per compilare il form e provare a cliccare il pulsante dispettoso “invia richiesta” (se ce la fate, godetevi l’ultima “chicca”…). L’1,91% degli utenti totali.