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Ponte Morandi, si riunisce la commissione esplosivi. Bucci: “Probabile utilizzo su pila 8 come test per la pila 10” foto

All'alba dovrebbe iniziare a scendere il tampone 7. "Poi uno alla settimana, giù, fino all'1" aggiunge Bucci, in pressing per accelerare la riapertura di via Fillak

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Genova. E’ sempre più probabile l’utilizzo di esplosivo sulla pila 8, nella zona del moncone ovest di ponte Morandi, ma la decisione finale sarà presa domattina durante una commissione tecnica in prefettura a Genova. Lo spiega il sindaco e commissario per la ricostruzione del viadotto Polcevera Marco Bucci: “C’è un 80 per cento di possibilità di utilizzare l’esplosivo – afferma – anche perché le aziende impegnate nel cantiere vogliono provare e vedere che cosa succede, come in un test, in vista di quella che sarà la demolizione delle pile 10 e 11, sulla parte est”.

Per il moncone che insiste sulle case di via Porro e su via Walter Fillak, l’uso di microcariche è già stabilito dal programma dei lavori. “Una prova in una zona più isolata, come quella del moncone ovest può essere utile”, conclude Bucci.

Intanto domani sarà anche il giorno dello smontaggio della trave 7. “Alle 23 di questa sera inizia il taglio del tampone tra la pila 6 e la pila 7 di ponte Morandi e domattina, tra le 7 e le 8, la trave potrebbe iniziare a scendere”, dice Bucci. “Sarà ancora una volta un’operazione complessa, il taglio di 18 metri deve essere fatto in maniera perfetta, altrimenti la trave non scende”. Come avvenuto il 9 febbraio scorso con il tampone 8 il calcestruzzo sarà tagliato prima di procedere con il trasporto a terra della gerber di 916 tonnellate, per 36 metri di lunghezza e 18 di larghezza. “Ogni settimana smonteremo una trave – aggiunge Bucci – tutte saranno conservate e messe a disposizione della procura”. Ieri, nel cantiere per la demolizione, è stata demolita una parte di uno dei capannoni Ansaldo, che si trovava esattamente sotto l’impronta del tampone 7. Nella trave è stato realizzato un ulteriore incavo per permettere il trasporto a terra senza toccare l’edificio.

I punti chiave dei lavori, secondo il sindaco, sono ora “l’approvazione del progetto di ricostruzione, l’ottenimento della valutazione d’impatto ambientale, per cui stiamo dialogando con il ministero, questa settimana avremo degli incontri a Roma, e poi fare in modo che la demolizione continui”. In tal senso, Marco Bucci, auspica un’accelerata nell’allestimento delle sei torri che dovrebbero sostenere le pile 10 e 11. “Stanno ultimando le fondamenta delle torri – spiega – e le strutture dovrebbero essere pronte nella terza settimana di marzo ma a me sembra un po’ tardi, vorrei poter arrivare prima ad aprire via Fillak”. Per la restituzione alla città dell’ultima via di collegamento ancora chiusa tra la Valpolcevera e il centro, quindi, bisognerà attendere ancora. Sulla parte est a complicare i lavori propedeutici alla demolizione la necessità di verificare se fossero presenti dei residui bellici. Il monitoraggio dell’area ha dato esito negativo.