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Ponte Morandi, sì all’esplosivo per abbattere la pila 8 ma il giorno della demolizione slitta

La commissione tecnica si riunirà il 4 per valutare impatto di vibrazioni e polveri liberate nell'aria

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Genova. La decisione è stata presa dalla commissione esplosivi, durante una riunione durata circa tre ore questa mattina in prefettura, ma i dettagli devono ancora essere definiti e una nuova commissione è convocata per il 4 marzo.

Due giorni dopo la data che era circolata per lo svolgimento dell’operazione di demolizione della pila 8, sul moncone ovest di ponte Morandi(che potrebbe quindi avvenire sabato 9 marzo).

Le aziende incaricate della demolizione, Fagioli, Ipe, Ireos, Omini e Siag – la società di Danilo Coppe, alias Mr.Dinamite, a cui è stato affidato l’appalto per l’utilizzo di esplosivo, si sono incontrate insieme a protezione civile, vigili del fuoco, struttura commissariale, Rina e tra gli altri anche responsabili di Ansaldo (il capannone dell’azienda si trova nei pressi della pila da demolire).

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Si è trattato di stabilire che sì, l’uso di materiale detonante (dinamite o tritolo) sarà la soluzione migliore per sicurezza e tempistiche.

Però ci sono alcune dettagli da valutare, spiegano alcuni tecnici, come l’impatto che le vibrazioni potrebbero avere sugli edifici circostanti e sul resto della struttura del viadotto e la portata delle dispersione delle polveri.

Nessun commento, all’uscita delle riunione (dove le bocche sono state comunque molto cucite) sull’esposto presentato dall’osservatorio nazionale amianto proprio sull’uso dell’esplosivo nella demolizione.

Le microcariche saranno innescate elettricamente e collocate lungo l’intera struttura della pila 8 del Morandi, in 8 punti per sezioni, e permetteranno la demolizione controllata, una sorta di collasso.