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Ponte Morandi, il comitato degli sfollati: “Chiusa l’emergenza, diventiamo associazione per tenere viva la memoria della comunità” foto

Un bilancio di questi sei mesi, tra battaglie, incontri con i politici, risultati ottenuti, con la promessa di restare attivi. A partire da una mostra sulla vita all'ombra del ponte

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Genova. “L’emergenza abitativa e quella economica si possono dire concluse, non il dramma psicologico, non quello umano, di una comunità che è stata frammentata e sparsa su un raggio di chilometri di distanza, noi siamo sopravvissuti e ci sentiremo sempre così”. Ennio Guerci non è il presidente del comitato degli sfollati di ponte Morandi, ma è uno dei portavoce, uno dei volti che, che Genova e il mondo intero hanno imparato a conoscere in questi oltre sei mesi dal crollo di ponte Morandi.

Il suo volto, la città lo conosceva già, al tempo in cui Ennio era un battagliero no gronda, ma ormai quelli sembrano secoli fa.

Con il presidente Franco Ravera, Giusy Moretti – la pasionaria di via Porro – e altri esponenti del comitati magari meno esposti agli obbiettivi dei media, hanno tracciato un bilancio di questi sei mesi.

Sei mesi di battaglie, 12 assemblee generali, innumerevoli incontri con istituzioni, politici (Ravera ne elenca alcuni, come un album di figurine, bersani-larussa-fratoianni-la russa-martina-toninelli-zingaretti, ci pare si dimentichi Salvini, ma forse non è un caso). Dopo centinaia di interviste. Tre rientri nelle case già avvenuti e uno in programma nel mese di marzo, il comitato degli sfollati di ponte Morandi va verso la conclusione della propria esperienza. “Non per scomparire – dice Franco Ravera – ma per continuare a esistere come associazione”.

Forse già sabato mattina al cinema Albatros di Rivarolo, durante quella che potrebbe essere l’ultima assemblea, lo scioglimento del comitato, le dimissioni del presidente Ravera e la nascita del nuovo soggetto che si chiamerà “Quelli del ponte Morandi”.

L’associazione sarà retta da un direttivo a rinnovo annuale (a dicembre ci saranno le prime elezioni) e avrà il duplice obbiettivo di mantenere viva la memoria di quanto accaduto il 14 agosto e di restare come punto di riferimento per una comunità che da via Porro si è sparsa su tutto il territorio comunale e oltre.

Generica

Tra le prime azioni della futura nuova associazione l’organizzazione di una mostra fotografica. “Stiamo raccogliendo un archivio di tutto ciò che ha riguardato il ponte – dice Giusy Moretti – dagli anni della sua costruzione al periodo dopo il crollo, concentrandosi su quello che è il vissuto delle persone”. La mostra potrebbe essere pronta per l’anniversario del crollo, il prossimo 14 agosto, e ospitata dal chiostro di San Bartolomeo della Certosa.