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Ponte Morandi, il bilancio delle imprese: “Azzerata la crescita”

Genova. Il crollo di Ponte Morandi non ha portato a un vero e proprio crollo delle imprese, che sono rimaste sostanzialmente stabili, ma ne ha azzerato la crescita mentre per le aziende in attività non c’è stato tanto un calo di fatturato quanto un aumento esponenziale dei costi, che provoca ovviamente, forti problemi. 

A fare il punto, a sei mesi dal crollo, il segretario generale della Camera di Commercio di Genova, Maurizio Caviglia che spiega l’andamento della nostra economia  dopo il 14 agosto. “I numero non sono facilmente quantificabili – spiega – perché abbiamo avuto un saldo di sostanziale equilibrio. Non ci sono state, quindi, delle perdite particolarmente accentuate, ma non abbiamo avuto crescita e pensiamo che gli effetti negativi non si concluderanno certo con il finire dell’anno”.

I problemi più grossi, non solo per le imprese della zona vicino al crollo, è stato l’aumento delle spese di gestione dell’attività. “Non c’è stato un settore che è stato più penalizzato di altri – sottolinea Caviglia – ma abbiamo avuto dalle imprese la segnalazione di un forte aumento dei costi e di tutta la logistica. Adesso stiamo valutando il calo di fatturato delle imprese ma in realtà notiamo che il problema non è stato quello ma l’aumento esponenziale dei costi che ha eliminato la loro possibilità di guadagno”.

Da parte della Camera di Commercio, comunque, resta un clima di moderata fiducia anche perché i fondi previsti per le imprese dovrebbero aiutare a risollevare la nostra economia. “Quello che abbiamo avuto – conclude – è sopratutto un problema in merito all’avvio di nuove imprese. Ma riteniamo, comunque, che già dal prossimo anni, con le attività che sono state previste dalla zona franca urbana, la possibilità di sviluppare nuove imprese, con incentivi, in una zona perimetrata dal commissario straordinario, che riteniamo molto importante. E penso che tra il 2019 e il 2020 potremo recuperare quanto abbiamo perso nel 2018”.