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Ponte Morandi, i Liberi cittadini di Certosa difendono l’esposto sull’amianto: “Bucci, la critica è la base della democrazia”

Rivendicano l'azione legale, i timori per la salute e smentiscono di essere legati a partiti politici

Genova. Il comitato Liberi Cittadini di Certosa, il gruppo di persone che ha presentato un esposto alla procura di Genova sui timori dei rischi legati ad amianto e polveri per la demolizione del ponte Morandi, il soggetto a cui ieri – dal consiglio comunale – il sindaco di Genova Marco Bucci ha fatto riferimento criticandone l’azione legale. “Questa città deve restare coesa, invece c’è chi va contro gli obbiettivi comuni”.

Sui social network – e verosimilmente anche nel mondo reale – si sono moltiplicati i commenti critici a questa posizione. Il sindaco che pur ha precisato, al termine del suo discorso, “poi ognuno è libero di fare quello che reputa più giusto” è stato accusato di avere un atteggiamento poco democratico.

Ad ogni modo il comitato Liberi cittadini di Certosa oggi ha diramato una nota per “chiarire alcuni aspetti” a partire dal fatto che il comitato “non è assolutamente contrario alla ricostruzione del ponte Morandi né, tantomeno, vuole bloccare i lavori, è però evidente che ogni opera pubblica, piccola o grande che sia, deve essere eseguita eliminando o riducendo al minimo i fattori di rischio per la salute delle persone”. Nell’esposto il comitato chiede chi sia prevista una sospensiva dall’uso dell’esplosivo nella demolizione fino a che non sarà accertata l’assenza di pericoli per la salute.

Il comitato, a questo proposito, cita genericamente “molti esperti del settore” che “concordano nel ravvisare la possibilità che l’utilizzo delle cariche esplosive per l’abbattimento del ponte Morandi e degli edifici sottostanti comporti l’esposizione della popolazione ad agenti inquinanti nocivi”. Da parte della struttura e degli enti a cui fa affidamento (come Arpal), va detto, che la presenza di amianto all’interno del ponte è stata esclusa mentre per quanto riguarda le strutture extra viadotto (case, fabbricati e massicciata ferroviaria) si sta procedendo all’eventuale bonifica. Poco si sa, invece, di altre sostanze che potranno essere liberate nell’aria.

Ieri Marco Bucci ha criticato il fatto che il comitato avesse preferito rivolgersi alla procura piuttosto che chiedere un incontro alla sua segreteria. Il portavoce del comitato Enrico D’Agostino smentisce e risponde che gli incontri sono stati richiesti, con tanto di comunicazione all’ufficio di gabinetto del sindaco, e che inoltre sono state spedite e consegnate a mano diverse lettere nelle quali venivano espresse preoccupazioni.

Infine il comitato ricorda che l’esposto, sostenuto dall’Osservatorio nazionale amianto, è stato presentato “senza scopi politici occulti” continuano dal comitato. Ieri il sindaco in consiglio comunale aveva sottolineato come alcuni esponenti dell’opposizione abbiano supportato la battaglia dell’associazione. Il riferimento è a figure legate a Pd, Altraliguria, Lista Crivello, per citarne solo alcuni che, in effetti, si sono schierati a favore del comitato. “Il comitato Liberi cittadini di Certosa respinge l’identificazione con qualsiasi partito politico e pretende di non essere strumentalizzato in questo senso. Ribadiamo, altresì, con forza, che il nostro operato è indipendente e autonomo”, si legge nella nota di replica al sindaco.