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Ponte Morandi, depositato esposto alla Corte dei Conti contro demolizione: “Non sufficientemente motivata”

I firmatari contestano l'aumento dei costi e le procedure poco chiare per le scelte in merito

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Genova. E’ stato depositato un esposto alla Corte dei Conti della Liguria per “presunte incongruenze e anomalie nel processo decisionale e nel procedimento di affidamento relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi a Genova”.

Il documento, sottoscritto da una cinquantina tra ingegneri, architetti, docenti universitari e liberi professionisti di diverse città italiane, è stato voluto dal professor Enzo Siviero, ingegnere esperto di ponti.

Il punto della questione, come lo stesso Siviero più volte aveva espresso nei mesi scorsi, è, secondo questi esperti, la inutilità della demolizione integrale di quello che resta del Morandi, che non appare “razionale nè sufficientemente motivata”.

Per i firmatari dell’esposto la scelta di demolire interamente il viadotto e ricostruirlo non trova quindi una giustificazione tecnica e soprattutto comporterebbe un grave danno erariale. Inoltre costituirebbe “una perdita irreversibile per il patrimonio pubblico oltre a comportare un produzione di un ingente volume di detriti”. Il cui smaltimento aggiunge costi finanziari e ambientali.

Secondo le stime di questo gruppo di esperti, inoltre, anche i costi per la ricostruzione sono eccessivi: la messa in sicurezza dei rimanente e la costruzione della parte mancante, operazione di cui furono presentati anche progetti e studi, sarebbe costata al massimo 90 milioni, per un tempo stimato di esecuzione inferiore ai 12 mesi.

L’esposto contesta anche la procedura di affidamento dei lavori di demolizione, giudicata anomala in quanto senza gara o comunque procedura concorrenziale ad evidenza pubblica.