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Ponte Morandi, Bucci contro gli esposti: “Serve una città coesa”. Il 4 marzo giù la terza trave

Durante la discussione in consiglio comunale, però, molte domande dell'opposizione restano senza risposta. Pd e M5S annunciano: "Ci rivolgeremo al prefetto"

Genova. Trasparenza e comunicazione di tutto ciò che riguarda la demolizione e ricostruzione del ponte Morandi sono stati al centro del dibattito in consiglio comunale, oggi, a palazzo Tursi con diversi interventi con richieste di chiarimento, rivolti al sindaco Marco Bucci, da parte dei partiti di opposizione. Il sindaco ha risposto ad alcune delle critiche sollevate facendo riferimento al caso dell’esposto presentato dal comitato Liberi cittadini di Certosa in merito al rischio amianto e alla richiesta di sospensiva dall’uso di esplosivo nella demolizione.

“La città è coesa e lo sta dimostrando, abbiamo tutti lo stesso obbiettivo – ha detto Bucci, rispondendo a Gianni Crivello (Lista Crivello) – poi ci sono comitati che hanno preferito muoversi con un esposto invece di venire a parlare con noi, e ci sono esponenti della minoranza in consiglio che li supportano, ecco io consiglio di dissociarsi da chi non si impegna nel comune obbiettivo di avere presto un nuovo ponte, poi ognuno è libero di fare le proprie scelte”. Bucci, replicando ad alcune critiche, ha ricordato l’esistenza del sito web della struttura commissariale, “Dove si trova tutto – sottolinea – tranne alcuni disegni per motivi di proprietà intellettuale dei progetti”.

Non sono però arrivate risposte dirette ad alcuni punti sollevati da M5S e Chiamami Genova. I pentastellati hanno chiesto come mai, nonostante, una mozione votata dal consiglio all’unanimità affinché si convocasse due volte al mese un tavolo di confronto congiunto con i Municipi di Centro Ovest e Valpolcevera, ciò non sia mai avvenuto (per questo il gruppo dell’M5S scriverà al prefetto). Senza una risposta diretta, ma solo un rimando all’esistenza dei due osservatori pubblici su Ambiente e salute e sulle Attività di cantiere, anche la domanda di Paolo Putti (Chiamami Genova) che ha chiesto se esista un piano di sicurezza legato alla demolizione delle pile 10 e 11 condiviso con la popolazione. Dal Pd è stato ricordato che “la zona franca urbana è ancora sospesa e le aziende sono costrette a pagare tasse e tributi dai quali sarebbero esentati poiché manca ancora il decreto attuativo del Mise”, ha sottolineato la capogruppo Cristina Lodi.

“La terza trave, quella tra la pila 5 e 6 del moncone ovest di ponte Morandi, sarà calata a terra tra il 3 e il 4 marzo”, ha svelato Bucci. Il sindaco ha confermato che l’abbattimento della pila 8, attraverso l’uso di esplosivo, sarà sabato 9 marzo.