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Operaio morì schiacciato da bancale di surgelati nell’interporto di Vado: condannati i datori di lavoro

L'uomo era residente a Genova

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Genova. Il 7 ottobre del 2014 un operaio di 41 anni, Maurilio Orlandini, dipendente della Frigo Genova Srl, era morto schiacciato da un bancale pieno di surgelati all’interno di un capannone refrigerato dell’interporto di Vado Ligure.

Una tragedia per la quale erano finiti a giudizio due fratelli, Gloria e Massimo Fossati, rispettivamente presidente e consigliere della società di cui era dipendente la vittima. Questa mattina entrambi sono stati condannati in tribunale a 8 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena per omicidio colposo (il pm aveva chiesto una condanna a tre anni per entrambi). Soltanto Massimo Fossati è stato condannato anche al pagamento di un’ammenda da seimila euro per una serie di violazioni del testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro che gli erano state contestate dal pm Giovanni Battista Ferro.

Secondo la ricostruzione della Procura, la tragedia sul lavoro poteva essere evitata se fossero state applicate correttamente le norme di sicurezza. In particolare, l’attenzione degli inquirenti si era concentrata sulle modalità di gestione dello stivaggio e del successivo rintraccio e recupero delle merci. L’ipotesi dell’accusa è che gli addetti al magazzino non avessero la possibilità di trovare i prodotti senza arrampicarsi lungo i montanti delle scaffalature.

Proprio durante una di queste operazioni Maurilio Orlandini era stato travolto e schiacciato dal bancale di seppie congelate che doveva movimentare. un incidente che, purtroppo, gli era costato la vita.