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Morto sul lavoro nel piazzale di Ansaldo, i pm indagano anche sugli spazi ristretti per la zona rossa del Morandi

E' uno dei punti presi in esame, nell'incidente ha perso la vita Eros Cinti

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Genova. Spazi di manovra ristretti per consentire l’uso di una parte del piazzale come parcheggio promiscuo, dopo il crollo del ponte Morandi. E’ uno dei punti presi in esame dal pubblico ministero Daniela Pischetola che indaga sulla morte di Eros Cinti, l’operaio della Geko di 42 anni rimasto schiacciato a fine gennaio da un grosso carico nel piazzale di Ansaldo Energia.

Ieri un sopralluogo, ora gli investigatori vogliono fare luce sulle modalità e sulle persone che hanno deciso la riorganizzazione degli spazi. Nelle prossime settimane verranno sentite altre persone informate dei fatti per ricostruire tutti i passaggi che hanno riguardato anche l’organizzazione dello stesso lavoro, se vi fosse un responsabile della sicurezza e se le operazioni eseguite dagli operai fossero corrette.

Cinti si trovava tra la gru e i rivestimenti che un collega stava impilando con il mezzo meccanico quando l’ultima appena posizionata si è ribaltata ed è crollata addosso all’operaio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la lastra di acciaio era diversa rispetto alle altre due che erano state appena impilate e questa circostanza potrebbe averla fatta sbilanciare e ribaltare finendo su Cinti.